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Venezuela: le proteste continuano, nuovo appello di Guaidó

Venezuela: le proteste continuano, nuovo appello di Guaidó
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L'autoproclamato Presidente venezuelano, Juan Guaidó, invita il popolo a scendere nuovamente in piazza per la "fase definitiva della Operazione libertà".

A Caracas la giornata di scontri tra l'Esercito fedele al Presidente Maduro e le Forze che sostengono il leader dell'opposizione finisce con almeno 60 feriti.

La base aerea della Carlota, dove Guaidó ha lanciato la sua "Operazione libertà", rimane sotto assedio per ore.

In diretta sulla TV di Stato, Maduro proclama la vittoria su quello che ha definito un tentativo di colpo di Stato: tuttavia, secondo le autorità americane, sarebbe pronto a lasciare il Paese per rifugiarsi a Cuba, persuaso a rimanere solo dalle pressioni di Mosca.

Maduro, "colpo di stato fallito"

Dopo quattro mesi di tensioni e di crisi umanitaria, la situazione in Venezuela è precipitata quando Guaidó ha rivolto un appello all'Esercito perché si sollevasse contro Maduro.

"Ci rivolgiamo alle Forze Armate - ha detto - e oggi è chiaro che queste stanno con la gente del Venezuela e non con il dittatore".

Al suo fianco c'è Leopold Lopez, oppositore politico di Maduro liberato dagli arresti domiciliari a Caracas, che ha trovato rifugio nell'Ambasciata spagnola, mentre in quella brasiliana hanno ottenuto asilo 25 militari dissidenti.

Maduro: un popolo che si mobilità è garanzia di tranquillità per la patria

Nonostante alcune defezioni tra le file dell'Esercito, una parte delle Forze Armate e della popolazione è ancora con il Presidente chavista: "Traditori, militari che sono passati dall'altra parte dicono di essere stati ingannati. Ma la gente sa come stanno le cose. Sono traditori del nostro Paese, della nostra gente".

Leggi anche: Golpe o lotta democratica? Il mondo si schiera con o contro Guaidó

Guaidó, "nuova giornata di mobilitazioni"

Dalla comunità internazionale, intanto, si moltiplicano gli appelli a una transizione del potere pacifica e democratica: il Gruppo di Lima, che raccoglie 12 Nazioni, ha ingiunto al presidente Maduro di porre fine all'usurpazione del potere in Venezuela.

Guaidó: continuiamo la nostra "Operazione libertà"

Gli Stati Uniti, che pure escludono l'opzione militare, minacciano Cuba di embargo totale se non cesseranno gli aiuti al presidente in carica.

E per rovesciarlo, secondo l'agenzia Reuters, l'appaltatore militare privato americano Blackwater sarebbe pronto a schierare cinquemila mercenari.