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I nuovi ribelli dell'ambiente

I nuovi ribelli dell'ambiente
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Foto di una protesta a Marble Arch, Londra, il 15 aprile 2019
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È il nuovo movimento di contestazione ecologista. Si chiama Extinction Rebellion e si appella a una disobbedienza civile sempre più spinta e ad azioni di protesta quanto più eclatanti possibile. Questo per spingere i dirigenti politici a mettere in cima alla loro agenda i temi del cambiamento climatico. A Londra e Bruxelles hanno già deciso di bloccare le strade.

Nella capitale europea hanno impedito la circolazione per alcuni minuti: "La differenza con gli altri gruppi è forse il modo operativo", dice un portavoce, "Ci siamo formati nella convinzione che gli altri metodi di lotta erano inefficaci. I metodi usati da 30 anni a questa parte non hanno portato a nulla nemmeno passando per la disobbedienza civile".

Davanti ai palazzi del potere europeo i militanti si sono dati 3 priorità: che i responsabili politici si rendano conto dell'urgenza climatica, che si metta in opera un piano ecologico più ambizioso e che un'assemblea di attivisti possa vigilare sull'implementazione di queste misure".

Aggiunge un'attivista: "Dobbiamo agire adesso perché non abbiamo più tempo. È difficile arrivare a far cambiare idea alle persone e far capire che quella climatica è davvero un'emergenza. E che se non capiamo che è un'emergenza a livello nazionale, europeo, e anche a livello personale, alla fine i troveremo in una posizione orribile, nel peggior incubo a cui si possa pensare".

E per farsi udire i militanti sono pronti a farsi arrestate e invitano tutti gli affiliati a fare altrettanto.