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Innovazione: più investimenti per un futuro più intelligente che artificiale

Innovazione: più investimenti per un futuro più intelligente che artificiale
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L'innovazione è una delle forze trainanti della crescita economica, e ha già migliorato significativamente la nostra vita di tutti i giorni nei campi della salute, dei trasporti e dell'industria. Per quest'episodio di Real Economy siamo stati a Siviglia, città dove secoli fa grandi menti come Averroè diedero forma alla filosofia e alla scienza come le conosciamo oggi. Ora gli scienziati lavorano allo sviluppo di tecnologie per il futuro.

Automazione e intelligenza artificiale: dove va il futuro

In un progetto del Catec (Centro avanzato di tecnologie aeroespaciales) di Sivigli, vengono creati droni in grado di ispezionare angoli di siti industriali difficilmente accessibili. "Uno dei molti vantaggi è che la persona che controlla il drone da remoto è al sicuro, non deve mettersi in una posizione sopraelevata pericolosa - spiega Miguel Ángel Trujillo Soto, che dirige l'unità dei sistemi autonomi del Catec -. Un altro vantaggio naturalmente è che in determinate condizioni possiamo svolgere queste operazioni più rapidamente che con i metodi tradizionali".

Un tipo di tecnologia sviluppato grazie a un partenariato fra l'università di Siviglia e la Commissioneeuropea. La Commissione fornisce i fondi, l'università i cervelli, permettendo di trovare ulteriori applicazioni nel mondo reale. Anche nel campo dell'intelligenza artificiale.

Intelligenza artificiale e automazione significano potenzialmente crescita, ma secondo alcuni studi avranno un impatto sul mondo del lavoro: il 5 per cento delle professioni è destinato a diventare totalmente automatizzato, e per due lavori su tre il 30 per cento dei compiti potrebbe essere svolto da macchine. Questo solleva questioni etiche e timori sul fabbisogno di manodopera. Ma, secondo l'economista Songül Tolan del progetto HUMAINT, "Quando parliamo dell'impatto dell'intelligenza artificiale sul mercato del lavoro, non dovremmo parlare di professioni, ma di compiti. Per alcuni compiti l'intelligenza artificiale può sostituirsi all'umano, d'altro lato la maggior parte delle professioni prevede compiti che richiedono abilità molto umane, capacità relazionali. Quindi dobbiamo fare in modo che i lavoratori oggi posseggano competenze intrinsecamente umane, complementari all'intelligenza artificiale".

Una strategia europea per far crescere gli investimenti

Ma le aziende europee continuano a spendere meno dei loro concorrenti nell'innovazione. Nel 2016 gli investimenti privati nell'Unione si situavano fra i 2,4 e i 3,2 miliardi di euro, in Asia fra i 6,5 e i 9,7 miliardi di euro e in Nord America fra i 12,1 e i 18,6 miliardi di euro.

Nell'aprile del 2018 la Commissione europea ha adottato la sua strategia sull'intelligenza artificiale. L'obiettivo è di dare impulso agli investimenti pubblici e privati nel settore perché crescano già entro il 2020. Si prevedono 1,5 miliardi di euro per il periodo 2018-2020 provenienti dalla Commissione più 20 miliardi in totale di investimenti pubblici e privati.

Per porre solide basi per l'intelligenza artificiale in futuro, saranno necessari ulteriori investimenti oltre il 2020: 20 miliardi all'anno da pubblico e privato e 1 miliardo all'anno nell'ambito di Orizzonte Europa e del programma Europa digitale.

Ma perché spendere così tanti soldi ed energie nel settore? Perché nell'ultimo decennio due terzi della crescita economica in Europa sono stati trainati proprio dall'innovazione.

Dora Palfi: "Coinvolgere attivamente le donne nella tecnologia"

La Svezia è paese leader dell'innovazione in Europa. Qui abbiamo incontrato Dora Palfi, cofondatrice di imagiLabs, che sta creando strumenti di programmazione su smartphone per ragazze adolescenti.

La Svezia è leader dell'innovazione nell'Unione europea. Che cosa rende questo paese così allettante per imprese e start-up come la sua?

"Penso che sia l'intero ecosistema. Un sistema che sostiene individui e idee, rendendo la Svezia un vero hub dell'innovazione. Penso anche che la mentalità svedese in generale sia molto imprenditoriale. C'è molta collaborazione fra le piccole aziende e anche fra le grandi organizzazioni. E c'è molta collaborazione anche con i progetti governativi, noi abbiamo da poco ricevuto una sovvenzione da Vinnova, l'agenzia governativa svedese".

Quanto conta l'istruzione nell'innovazione e nella spinta verso un'economia innovativa?

"Penso che l'istruzione sia la base di tutto. Ci sono molti motivi, ma me ne viene in mente uno in particolare: molti pensano che innovazione significhi essere geni e inventarsi un'idea straordinaria. Ma in realtà significa riuscire a prendere le conoscenze a disposizione, qualcosa che potrebbe funzionare in un determinato contesto, e applicare queste cose in modo intelligente a un altro contesto".

Nel settore tecnologico le donne occupano solo il 15 per cento dei posti di lavoro nell'Unione europea...

"Credo fermamente che la tecnologia sia il futuro. Ne segue logicamente che se le donne non sono attivamente coinvolte nella tecnologia quanto lo sono gli uomini, non possono contribuire al futuro su un piano paritario, e io voglio cambiare questo. Penso che abbiamo bisogno di più donne con un background tecnico per poter dare forma al futuro della tecnologia e dell'impresa e per poter innovare".

Dora, le abbiamo chiesto di portare un oggetto per illustrare l'innovazione per la crescita. Che cos'ha portato?

"Una curiosa scatoletta. Si tratta di un prototipo di quel che stiamo costruendo a imagiLabs. Penso che questa scatoletta possa cambiare il futuro delle donne nel settore tecnologico. È il prototipo di un accessorio che serve a programmare direttamente dal telefono".

L'istruzione è la chiave dell'innovazione e l'innovazione è la chiave per migliorare la competitività e, di conseguenza, la crescita economica in Europa.