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Ucraina, uno showmen in testa alle presidenziali

Ucraina, uno showmen in testa alle presidenziali
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Dopo lo scrutinio dell'85 per cento dei voti, il comico Volodymyr Zelenskiy è in testa al primo turno delle presedenziali ucraine, col 30 per cento delle preferenze. Con lui al ballottaggio andrà l'uscente Petro Poroshenko, fermo al 16 per cento. Fuori gioco l'ex premier Tymoshenko, terza col 13 per cento. "Abbiamo un grande esercito di sostenitori, tutte persone straordinarie... questa è la nostra prima grande vittoria insieme a voi... io davvero sono uno di voi..." ha detto ai suoi sostenitori lo showman entrato in politica.

L'uscente Poroshenko ha giudicato regolare l'andamento delle elezioni. E sebbene lo staff della terza arrivata, Yulia Tymoshenko, denunci irregolarità nei conteggi, la Commissione elettorale centrale esclude violazioni gravi. Tetiana Slipachuk, capo della Commissione elettorale centrale: "Questa campagna è stata molto tesa: si è discusso di questioni che potrebbero essere critiche per il processo elettorale, come gli scenari con l'uso della forza e così via. Ecco perché è davvero importante per noi dire che sia il giorno delle elezioni che la notte dopo le elezioni, quando i seggi stavano scrutinando i voti, sono trascorsi senza violazioni sistematiche".

Analogo il giudizio a caldo degli osservatori internazionali, tra i quali quelli del'Assemblea parlamentare della Nato, dell'Unione europea e dell'OSCE. Ilkka Kanerva, coordinatore speciale, missione di osservatori dell'OSCE: "Sono state elezioni molto competitive hanno gettato le basi per un secondo turno combattuto, spero che questo incoraggi l'Ucraina a proseguire nel suo cammino verso lo sviluppo democratico, pacifico e sicuro, all'interno dei suoi confini internazionalmente riconosciuti e nella nostra comunità che condivide i valori europei":

Nonostante dalle urne sia uscito un segnale per lui poco incoraggiante, il capo dello stato uscente Petro Poroshenko si è detto fiducioso di vincere al secondo turno, ed ha annunciato una iniziativa nei confronti "degli altri candidati democratici ed europeisti", per unire le forze a sostegno della sua candidatura.