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Perché i russi in Venezuela?

Perché i russi in Venezuela?
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Che cosa ci facevano due aerei militari russi all'aeroporto di Caracas? Davvero 100 soldati di Mosca sono arrivati in Venezuela per proteggere Nicolas Maduro da un eventuale tentativo di golpe? A dare la notizia un giornalista indipendente Javier Maiorca, poi rilanciato da tutte le testate.

Quando si parla di Venezuela certezze ce ne sono poche. Va detto che la Russia aveva promesso l'invio di aiuti, ma stavolta sembrano proprio i russi a dare le informazioni. All'ambasciata affermano che non ci sono segreti. Esistono vari contratti da onorare fra i due paesi, ma soprattutto, a fine marzo, il Venezuela dovrebbe pagare per una grossa tranche di aiuti.

Fra gli uomini prevenienti dal Cremlino anche il generale Vasily Tonkoshkurov, capo della direzione della Mobilitazione delle forze armate del Cremlino, e 35 tonnellate di attrezzature, un uomo troppo importante per essere della partita se l'operazione non fosse di vitale importanza. Il sospetto è che i due aerei, un cargo Antonov-124 e un jet più piccolo Ilyushin Il-62 servano per il trasporto di quello che il Venezuela può usare come forma di pagamento visto che non ha più valuta in cassa: oro e metalli preziosi. Non è un caso che una delle due aeronavi abbia già lasciato il paese. Non si sa quale fosse il suo carico.

Nel paese intanto un nuovo blackout ha messo al buio la metà delle 23 regioni venezuelane, inclusa Caracas.

L'energia è andata via alle 17,20 locali. Al buio anche l'aeroporto di Maiquetia. Si tratta del secondo blackout dopo quello del 7 marzo. Ancora una volta il ministro della comunicazione Jorge Rodríguez, ha dato la colpa del problema a un attacco alla diga idroelettrica del Guri.