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Una nuova vita per la fibra di vetro

Una nuova vita per la fibra di vetro
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Dal 2025 circa 80 mila tonnellate di resti di vetroresina dovranno essere riciclati ogni anno in Europa. Come farlo in modi efficienti, sostenibili e a basso costo? I ricercatori europei stanno testando possibili soluzioni.

Per frantumare e sminuzzare composti polimerici rinforzati con fibre di vetro, come quelli che un tempo facevano parte di turbine eoliche, a Milano è stato realizzato un macchinario, che per ora è un prototipo. Materiali di questo tipo sono molto complessi. I ricercatori hanno quindi dovuto trovare soluzioni innovative per poter separare e sminuzzare meccanicamente i vari componenti. "La sfida più importante - riassume Nicoletta Picone del Cnr - è quella di controllare il processo, per poter ottenere un prodotto ottimo per poter essere riutilizzato, ma anche il consumo dal punto di vista energetico, quindi il settaggio dei parametri della macchina è stato ottimizzato per ridurre al minimo i consumi".

Nell'impianto di Rivierasca a Bottanuco, vicino a Bergamo, sono state testate fibre di vetro riciclate per produrre materiali da costruzione. Ogni anno qui vengono fabbricati circa 4 milioni e mezzo di metri quadrati di lastre per tetti. Le fibre di vetro riciclate si sono rivelate leggermente meno resistenti di quelle non riciclate. Ma esistono delle soluzioni, dice il manager di Rivierasca, Giacomo Bonaiti: "Le tecnologie che abbiamo studiato e sviluppato ci permettono di aggiungere fibra di vetro fresca per andare a compensare questa mancanza di performance che ha la fibra riciclata. Il problema comunque è sempre in funzione del manufatto che si sta producendo. Un tavolo non è sollecitato come una lastra che è esposta al vento".

I test fanno parte di un progetto di ricerca europeo che punta a dare impulso al riciclo di materiali compositi. Gli scienziati stanno studiando come trasformare i rifiuti in prodotti a valore aggiunto. Un processo di economia circolare che vogliono sia il più efficiente possibile. Alcune idee sono già a portata di mano, dice Marcello Colledani del Politecnico di Milano, coordinatore del progetto FiberEUse: "Un gruppo di aziende tedesche partner del progetto sta lavorando per progettare nuovi componenti auto a materiale composito facilmente disassemblabili dall'auto e riparabili e riassemblabili nell'auto dopo la riparazione. Questo ovviamente consente non solo di recuperare il materiale ma anche di recuperare la funzione stessa del componente".

Altre potenziali applicazioni riguardano i materiali per l'arredamento, l'industria aerospaziale, lo sport, il tempo libero e il design.