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UE: 8 marzo di protesta anche al Parlamento Europeo

UE: 8 marzo di protesta anche al Parlamento Europeo
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Con un gesto simbolico lo staff femminile impiegato al Parlamento di Strasburgo, copre i volti dei presidenti del Parlamento europeo affissi nei corridoi del palazzo. Stufe di istituzioni completamente dominate dagli uomini, hanno deciso di scioperare per chiedere una rappresentanza equa e gli stessi stipendi degli uomini.

"Nel Parlamento europeo, la politica è ancora fatta per e dagli uomini - afferma Laura Krenske, impiegata al Parlamento di Strasburgo - specialmente tra i partiti di destra che credono nell'uomo forte. È molto importante mantenere il punto: ci sono uomini in giacca e cravatta ovunque, statue, tutti gli edifici hanno nomi maschili qui sul muro i maschi sono rappresentati, le donne no".

E non è solo una sensazione, ma una realtà di fatto. Lo conferma anche una aspirante eurodeputata, Iverna Mc Gowan, che ha addirittura lasciato il suo lavoro alla guida di Amnesty International a Bruxelles per tentare la strada della politica. Ma non è facile come pensava. "Per le donne è molto difficile essere selezionate per una candidatura...l'ho capito sulla mia pelle. Ci sono ancora troppi ostacoli all'accesso alla cultura o a condizioni salariali uguali a quelle degli uomini, le donne sono candidate non abbastanza preparate o i lavori per i quali si candidano sono giudicati troppo difficili per loro. è stupido. Abbiamo bisogno di quote e sostegni strutturali per raggiungere una piu' ampia parità di genere".

Il Parlamento europeo è attualmente presieduto da un uomo. Mairead Mc Guinness è seconda al comando: "Le donne hanno un punto di vista diverso sulle cose: su questioni piu' sociali, sulla vita famigliare o su come tenerla in equilibrio rispetto alla vita lavorativa, ebbene, a dire la loro sono le donne. Su questioni piu' difficili, gli uomini son piu presenti forse, ma penso che ci sia bisogno di entrambe le voci in tutti i dibattiti".

Anche Madi Sharma, imprenditrice, è d'accordo: "In questo momento siamo dietro a paesi come il Pakistan, in Ruanda. L'Afghanistan ma su, siamo nel 2019. Dobbiamo dimostrare che se vogliamo guidare il mondo mondo davvero, dobbiamo essere soste nibili e dobbiamo essere etici . per questo abbiamo bisogno di più donne in politica".

Ma esattamente come in Parlamento, anche nella sede della Commissione Europea la galleria di immagini al muro mostra i volti dei presidenti, tutti uomini, che hanno lasciato una traccia nella storia

"Se vogliamo costruire una rappresentanza sana in Europa e se vogliamo assicurarci una maggiore partecipazione alle elezioni europee - spiega Anna-Kaisa Iktonene, portavoce della Commmissione- dobbiamo dimostrare che l'Unione europea rappresenta l'intera Europa e non solo una parte della sua popolazione".

Gli occhi sono puntati, adesso, sul responso delle urne di maggio: chissà quante e quali donne riusciranno prima ad entrare in lista e poi ad arrivare fino Strasburgo o saranno scelte tra i commissari da mandare a Bruxelles.