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Europa alla deriva sulla questione migratoria

Europa alla deriva sulla questione migratoria
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Nemmeno l'appello del Papa a una maggiore solidarietà sembra smuovere l'impasse in cui si trova l'Europa sull'immigrazione. A Bruxelles la Commissione europea lunedì ha confessato di essere in contatto con alcuni Stati membri per garantire un rapido sbarco delle persone a bordo delle imbarcazioni Sea Watch e Sea Eye. La riforma del sistema europeo di asilo resta pero bloccata.

Margaritis Schinas, portavoce della Commissione europea ha affermato "Speriamo vivamente che con l'aiuto della presidenza rumena saremo in grado di concludere questo importante filone delle politiche migratorie il prima possibile e preferibilmente prima delle elezioni del Parlamento europeo".

Malta e l'Italia rifiutano tano di aprire i propri porti a queste imbarcazioni. L'eurodeputata maltese Roberta Metsola afferma che alcuni stati membri predicano bene ma razzolano male.

"I cittadini vogliono delle soluzioni chiare alla sfida dell'immigrazione ma i governi di paesi più grandi scaricano le responsabilità sui paesi piccoli, cercando di metterli in difficoltà", afferma.

Il prossimo quadro finanziario europeo per il 2021-2027 prevede di destinare 10,4 miliardi di euro alla gestione dell' immigrazione da parte degli Stati membri. Per Cecile Kyenge pero' occorre prima cambiare la regola del voto in seno al Consiglio europeo.

"Il regolamento di Dublino potrebbe essere modificato con una maggioranza qualificata, mentre adesso è richiesta l'unanimità. Si sa che non verrà raggiunta e quello che è grave è che si parla di queste persone come se si trattasse di oggetti. Sono degli esseri umani e prima di tutto dobbiamo salvare vite umane".

L'Unione europea discuterà la questione migratoria in modo più dettagliato in un altro vertice con la Lega araba, al Cairo, previsto per fine febbraio.