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I 19 nuovi beati martirizzati in Algeria

I 19 nuovi beati martirizzati in Algeria
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Fra il 1994 e il 2000 sono stati uccisi quasi 200 mila algerini tra fanciulli, madri, imam come scotto di una guerra civile senza quartiere di cui i maggiori protagonisti sono stati i rivoltosi del Fronte islamico di Salvezza e l'esercito di Algeri.

A loro si aggiungono i 19 martiri cristiani, sacerdoti e suore cattoliche missionarie, vittime su finire del Novecento, di varie forme di eliminazione che vengono adesso beatificati ad Orano, per ironia della sorte, proprio in quella città in cui Albert Camus ha ambientato La peste, romanzo testimone non solo dell'orrore profondo del secol breve.

Una vasta scia di sangue che accumuna cristiani e mussulmani

Questo il preludio agli ulteriori raccapriccianti scenari culminati nella notte tra il 26 e il 27 marzo 1996, col rapimento e uccisione di sette monaci del monastero trappista di Nostra Signora dell’Atlante a Tibhirine, monaci che pure Papa Francesco eleva agli altari.

Un crimine insoluto

Alla tesi ufficiale della premeditata strage jiadista dei sette nessuno crede più. L'elemento che vieta di sapere la verità è nascosto nei corpi dei monaci mai ritrovati. Di loro sono state rinvenute solo le teste prive di segni di pallottole ed espiantate post mortis.

L'eredità di Charles de Faucauld

Testimoni sulla Terra al pari del loro ispiratore, quel San Charles de Foucauld ucciso da un Tuareg a Tamanraset nel 1916, tutti i veri mssionari d'Africa mai piu' ritornati sono il simbolo di un sacrificio nascosto. A Orano il giorno dell'Immacolata si celebra allora il sangue di tutti i cristiani e i mussulmani sullo sfondo di un crimine che l'inchiesta promossa dalla magistratura francese non risolverà senza la collaborazione algerina.