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Bosnia, la nuova rotta di migranti verso l'UE

Bosnia, la nuova rotta di migranti verso l'UE
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L'inverno è alle porte, e nel nordovest della Bosnia-Erzegovina, a pochi chilometri dal confine con la Croazia è emergenza umanitaria. Migliaia di migranti sono ancora bloccati in questa regione fuori dalla UE.

A Velika Kladusa, alcune centinaia di immigrati si rifiutano di essere trasferiti nei centri di prima accoglienza. Preferiscono vivere in tendopoli ma al confine: per loro l’obiettivo è attraversare illegalmente la Croazia. Una situazione al limite, come ci spiega anche Suhret Fazlic, il sindaco della vicina Bihac: "Prima di tutto, deve essere fermato subito l'arrivo di un numero ancora maggiore di migranti; non cessano di arrivare nuove persone, continua ad arrivare gente nella regione qui di confine, ondate e ondate arrivano nella mia città, a Bihac. La nostra comunità non è in grado di occuparsene. La seconda cosa da fare: il surplus di migranti dovrebbe essere trasferito in stati dell'Unione europea o altrove."

Quando ci si avvicina al confine croato, c’è chi, come questa famiglia lascerà la strada principale per entrare nella foresta piena di mine antiuomo. Un team locale di soccorso è stato chiamato per un'operazione di emergenza. Durante la notte, un migrante si è perso in un campo minato. Ermin Lipovic e i suoi uomini sono riusciti a salvarlo. "Usano questi pericolosi sentieri di montagna perché sono sicuri di non incontrare nessuno, non c’è polizia, non c0è nessuno e quindi sono passare e arrivare in Croazia. Non capiamo però perché debbano correre un rischio così grande", sottolinea l'uomo.

Questa è la nuova "rotta migratoria dei Balcani occidentali”. Tre anni fa, un milione di persone entrarono in Europa, passando, quasi tutte, attraverso la Serbia. Quest'anno, solo 21.000 migranti si stanno dirigendo verso questa parte, cercando di farsi strada attraverso la Bosnia-Erzegovina.