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Brexit: quali sono i prossimi passi dopo la bozza di accordo Ue-Regno Unito?

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Brexit: quali sono i prossimi passi dopo la bozza di accordo Ue-Regno Unito?

Brexit: quali sono i prossimi passi dopo la bozza di accordo Ue-Regno Unito?
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Nonostante l'accordo provvisorio sulla Brexit appena siglato, la strada verso l'uscita del Regno Unito dall'Unione europea - prevista per il prossimo marzo - resta lunga e irta di ostacoli.

La bozza di accordo, lunga quasi 600 pagine, è stato descritta come un documento "tecnico", ma ha ancora bisogno del sostegno politico del governo e del parlamento britannico, dei governi degli altri 27 paesi dell'Unione e dell'approvazione del Parlamento europeo.

Le fasi successive: approvazione iniziale

REUTERS/Henry Nicholls

Mercoledì, al termine di una riunione di gabinetto lunga 5 ore, Theresa May ha ottenuto il sì del governo alla bozza di accordo. Qualche ora dopo però ben quattro membri del suo esecutivo hanno rassegnato le dimissioni, tra cui il ministro della Brexit Dominic Raab.

Nel frattempo, a Bruxelles, gli ambasciatori dei 27 paesi dell'Ue stanno esaminando l'accordo, al fine di organizzare un vertice speciale per l'approvazione formale.

L'Irlanda vorrà ricontrollare le proposte relative alla questione delle frontiere, mentre altri governi - Francia e Germania su tutti - vorranno essere sicuri che il Regno Unito non ottenga un vantaggio competitivo nel periodo di transizione.

I governi europei si prenderanno qualche giorno di tempo per analizzare l'intesa. Nel frattempo, sono in fase di elaborazione anche piani di emergenza nel caso non si arrivasse alla formalizzazione di un accordo ( il cosidetto 'no deal').

Vertice Ue entro la fine dell'anno

Una volta stabilito che sono stati fatti sufficienti progressi verso la conclusione di un accordo, il passo successivo sarà un vertice Ue per firmare il documento. Il governo britannico vuole che il vertice si tenga il più presto possibile in modo da avere il tempo sufficiente per adeguare la propria legislazione.

Si dice che i funzionari della Ue non considerino la bozza di accordo come un'offerta "definitiva", lasciando la porta aperta ad ulteriori negoziati.

Tuttavia, è opinione comune che un testo formale del trattato sarà concordato nel giro di poche settimane. Si ritiene che l'ultima data utile sia quella del Consiglio europeo in programma il 13 e 14 dicembre.

Il Parlamento del Regno Unito: il cubo di Rubik della Brexit

L'ostacolo principale verso un'intesa è il voto in Parlamento.

Il governo di Theresa May ha una sottile maggioranza parlamentare grazie al sostegno del Partito Democratico Unionista dell'Irlanda del Nord (Dup). Il Dup si è opposto con veemenza a qualsiasi intesa che porterebbe alla separazione dell'Irlanda del Nord dal resto del Regno Unito, e i leader hanno reagito negativamente alla notizia della bozza di accordo con la Ue.

È probabile che i partiti di opposizione votino contro di essa. Il leader laburista Jeremy Corbyn ha detto che è "improbabile" che si tratti di un buon accordo per il paese. Il Partito Nazionale Scozzese (Snp) ha detto che quasi certamente si opporrà a qualsiasi accordo negoziato dalla May, mentre i liberaldemocratici vogliono un secondo referendum .

Nervi tesi tra i conservatori

Gli euroscettici tra le fila dei conservatori si oppongono fortemente al piano della May. In molti chiedono di lasciare l'Unione europea senza alcun accordo. Il Gruppo Europeo di Ricerca (ERG) dei parlamentari Tory ha diverse decine di membri, anche se non si sa con certezza in quanti voterebbero contro un accordo.

Allo stesso modo anche diversi deputati pro-Ue hanno promesso di votare contro un accordo che, a loro avviso, ridurrebbe il Regno Unito in condizioni peggiori.

E' probabile che Theresa May abbia bisogno del sostegno di un numero significativo di deputati dell'opposizione per fare approvare l'accordo in Parlamento.

La scadenza di gennaio e il conto alla rovescia fino a marzo

Il governo britannico spera di cominciare entro il nuovo anno l'iter parlamentare per adeguare le leggi ai cambiamenti portati dalla Brexit.

In caso di mancato accordo con la Ue, in base alla legge britannica il governo deve fare sapere al parlamento come intende comportarsi entro il 21 gennaio.

La Ue potrebbe riaprire i negoziati, ma ciò richiederebbe una proroga dell'articolo 50 del trattato Ue. L'alternativa sarebbe quella di un 'no deal', con appena due mesi di tempo a disposizione per elaborare un piano di emergenza.

Un accordo tra il Regno Unito e l'Unione europea deve essere approvato dal Parlamento europeo in sessione plenaria a maggioranza semplice. Deve inoltre essere approvato da almeno 20 dei 27 capi di governo della Ue che rappresentano il 65% della popolazione del blocco. Non è invece necessaria l'approvazione dei parlamenti nazionali.

Dopo la Brexit

Un accordo ratificato con successo spianerebbe la strada ad un'uscita ordinata del Regno Unito dall'Unione europea, aprendo la strada a colloqui su nuovi accordi commerciali tra le due parti, vietati fino a che il Regno Unito rimane un membro della Ue.

Il 29 marzo segnerà anche l'inizio di un periodo di transizione di 21 mesi in cui resteranno in vigore gran parte delle regole attuali, in modo da dare alle parti il tempo di definire nuovi accordi.