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Grecia: la vita delle famiglie nel campo di Moria a Lesbo

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Grecia: la vita delle famiglie nel campo di Moria a Lesbo

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La vita a Moria è durissima per tutti i rifugiati e migranti. Ma chi soffre di più sono le famiglie. I bambini vivono in mezzo alla polvere e giocano vicino alla spazzatura

Rehmatullah Khan, sua moglie e loro figlio di 8 mesi sono arrivati a Lesbo a metà giugno.

33 anni, lui era un impiegato di banca in Pakistan. Ma adesso non può fare niente per sfamare la sua famiglia. Lancia un appello: "Se qualcuno ci sta ascoltando: siamo una famiglia. L'inverno sta arrivando. ed è molto dura per noi restare qui. La notte fa freddo. Ci sono molte famiglie qui e nessuno può sopportare il freddo. Ci sono bambini nati solo 10 o 12 giorni fa. E' dura per loro vivere nelle tende"

La moglie di Rehmatullah, Rubab, è disperata e si sente inutile perchè non riesce a prendersi cura di suo figlio.

Il piccolo ha un'infezione all'orecchio e un problema alla pelle. A Moria ci vogliono giorni prima di potersi fare visitare da un medico: "Le mamme non hanno vestiti per i loro bambini. E' inverno e non hanno scarpe per i loro figli. Non hanno cibo e non hanno soldi". La sua voce si spezza per il pianto. Non riesce a continuare.

Molti rifugiati hanno raccontato a Euronews che devono fare una fila di ore per avere del cibo.

Noi non abbiamo accesso al campo e non possiamo verificare quello che ci hanno raccontato. Ma i loro video amatoriali parlano da soli.

Camminando per il campo di Moria, le tende sembrano tutte uguali, e tutti racontano storie simili. Ma avvicinandosi si realizza che ogni rifugiato ha una storia unica, i suoi desideri, i suoi sogni. Tutti chiedono la stessa cosa: migliori condizioni di vita a Moria e un futuro migliore in Europa.