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Idlib, Onu: si rischia la più grande catastrofe umanitaria del 21esimo secolo

Idlib, Onu: si rischia la più grande catastrofe umanitaria del 21esimo secolo
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Di Eloisa Covelli
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Sono iniziati i bombardamenti aerei, Assad ha minacciato una pesante offensiva via terra per cacciare i ribelli

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Assad e i suoi alleati, Russia e Iran, hanno iniziato a bombardare la regione di Idlib, l'ultimo avamposto dei ribelli in Siria, e si apprestano a un'offensiva di terra su vasta scala.

Gli Stati Uniti hanno minacciato una risposta molto più forte delle precedenti se Assad dovesse usare le armi chimiche. Mentre Erdogan ha schierato tank e mezzi blindati al confine per contenere l'ondata di rifugiati verso la Turchia. Ankara ha inoltre rafforzato anche i suoi contingenti militari già presenti oltre confine nei 12 avamposti di osservazione istituiti nei mesi scorsi nell'ambito degli accordi di Astana con Russia e Iran. Sempre in queste ore, Ong sostenute dal governo di Recep Tayyip Erdogan stanno inviando decine di camion di aiuti nella regione siriana, dove è stata potenziata la capacità di accoglienza del campo di Atmeh, a una decine di chilometri dalla frontiera, che già ospita circa 40 mila sfollati.

Reuters
Mark LowcockReuters

"Bisogna gestire questo problema, c'è il rischio che nei prossimi mesi nella regione di Idlib ci sia la peggior catastrofe umanitaria con il più alto numero di vittime del 21esimo secolo", dice Mark Lowcock, sottosegretario generale agli Affari umanitari e coordinatore ai soccorsi d’emergenza (OCHA).

Dopo il fallimento del vertice a tre tra Russia, Turchia e Iran per un cessate il fuoco i rappresentanti di Russia, Germania, Francia e Turchia si riuniranno venerdì a Istanbul per organizzare un summit sulla Siria.

Intanto dalla ripresa dei bombardamenti 30mila abitanti di Idlib hanno lasciato le loro case. Per l'Onu, in caso di una pesante offensiva di Assad, ci sarebbero almeno 800 mila potenziali profughi, in una regione, quella di Idlib, che conta 3 milioni di abitanti. Per questo la Turchia, che già ospita 3 milioni di profughi siriani, è fortemente interessata ad aprire un secondo canale diplomatico.

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