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Poppea, il trionfo barocco di Monteverdi nell'opera "più oscura di sempre"

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Poppea, il trionfo barocco di Monteverdi nell'opera "più oscura di sempre"

Poppea, il trionfo barocco di Monteverdi nell'opera "più oscura di sempre"
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La cantante soprano Sonya Yoncheva torna alle sue radici barocche ne l'"Incoronazione di Poppea", un'opera scritta nel 1640 da Claudio Monteverdi. Una storia di ossessioni, lussuria e crudeltà, splendidamente rimaneggiata per questa nuova produzione in scena dal 12 al 28 agosto 2018 al Festival di Salisburgo, in Austria.

L'opera più oscura mai scritta

Yoncheva intepreta Poppea, l'amante assetata di potere dello spietato imperatore romano Nerone, qui impersonato dalla celebre mezzo-soprano statunitense Kate Lindsey.

Secondo la cantante bulgara , Poppea è dilaniata dall'amore per Nerone, che con lei intreccia una relazione adulterina, perpetuamente in bilico tra amore, sadismo e possesso: tematiche che risultavano piuttosto audaci, per gli stilemi in uso nel XVI secolo.

"Lei lo ama, lo odia e vuole punirlo - spiega Yoncheva a Euronews - ma vuole anche averlo. Lo ammira, perché per lei è un dio ma ne vede anche i difetti. E' una storia d'amore ma in un modo molto perverso".

"Si tratta di una storia incredibilmente amorale - illustra il regista, scenografo e coreografo Jan Lawuers - molto oscura, forse l'opera più oscura mai scritta. Poppea è pronta ad uccidere tutti per guadagnare potere: e tutto questo accade per via della sua passione".

Epifania barocca

A condurre l'opera, dal clavicembalo, il maestro del Barocco William Christie, con la sua orchestra Les Arts Florissants: la sua direzione, per Yoncheva, ha rappresentato in qualche modo un'epifania artistica. "E' stato amore a prima vista" racconta la soprano. "Ho totalmente riscoperto il periodo Barocco con lui: tutte quelle decorazioni, il trillo del canto, la pronuncia. Il perché un colore vada piazzato qui o un silenzio lì".

"Il maestro Christie - le fa eco Lawuers - ha detto: "io non condurrò". E io, a mia volta, ho detto che non avrei diretto. E ai cantanti abbiamo detto 'non comportatevi come cantanti d'opera, e vedremo cosa succede'".

Una surreale canzone d'amore pop

"L'incoronazione di Poppea" fu portata in scena, per la prima volta, durante le celebrazioni per il carnevale del 1643 al Teatro Santi Giovanni e Paolo di Venezia, all'epoca il più importante nella Repubblica marinara. Si trattava di un'opera avanguardistica, per via del brusco e totale distacco dalla spessa vena di moralità che informava la produzione dell'epoca. "Vedete - prosegue Yoncheva - il palcoscenico è pieno di corpi. E l'impero di Nerone e Poppea è stato costruito sul sangue, sulla morte, e sui cadaveri. E' stato costruito sul piacere fisico di possedere i corpi".

Secondo il regista Jan Lawuers, l'intreccio di amore, sadismo e ossessione di cui l'opera di Monteverdi è intrisa, anticipa in un certo senso il gusto moderno che la cultura popolare nutre per gli amori "pericolosi". "La cosa strana - spiega - è che la fine dell'opera è una canzone d'amore: Monteverdi ha scritto, per la persona piû assurda, la miglior canzone d'amore pop di sempre".

"Nel duetto finale - conclude Yoncheva - le parole scelte dal librettista sono incredibili. Nerone canta 'dimmi, dimmi, voglio icnatenarti'. Ma è vero - si domanda la soprano - lo farà sul serio? I due sono ancora in un gioco di potere". Un gioco che, da più di tre secoli e mezzo, continua a turbare e ad affascinare il pubblico di tutto il mondo.

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