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Venezuelani prigionieri in patria

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Venezuelani prigionieri in patria

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Prima i venezuelani che ci riuscivano potevano fuggire all'estero cercando la sopravvivenza lontano dal socialismo del secolo XXI che non sembra stia facendo faville in patria in questo momento. Adesso sono sempre più prigionieri del loro paese visto che altre nazioni cominciano a chiedere documenti per lasciarli passare. Dopo il Perù anche l'Ecuador, una volta nazione sorella, ai tempi del presidente Rafael Correa, con Lenin Moreno ha cambiato direzione e pretende ora passaporti e carte d'identità dei venezuelani che arrivano sul suo territorio. In teoria una cosa logica che quando si tratta di Venezuela diventa una missione impossibile.

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Anche la burocrazia venezualana, come tutto il paese, è al collasso, e ottenere il rinnovo dei documenti o un passaporto, è impossibile a meno di non offrire ingenti mazzette. Un giovane mostra tutta la sua disillusione: "Mi sento impotente", dice, "sono arrivato qui sperando di ricominciare, di trovare un lavoro e ci chiudono le porte in faccia, chiedendoci passaporti e documenti. Documenti che per noi è impossibile avere".

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Anche all'estero le sedi diplomatiche venezuelane non fanno il proprio lavoro e quasi sempre i cittadini venezuelani non riescono ad avere nessun documento che ne attesti cittadinanza e quindi esistenza. Finora solo la Colombia continua a mostrare comprensione. Ma questa situazione non potrà durare all'infinito.

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