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Arkady Babchenko non è morto: una messa in scena per catturare killer

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Arkady Babchenko non è morto: una messa in scena per catturare killer

Arkady Babchenko non è morto: una messa in scena per catturare killer
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Il giornalista russo in conferenza stampa a Kiev REUTERS/Valentyn Ogirenko
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ULTIM'ORA: Il giornalista russo Arkady Babchenko, dato per morto per 24 ore, è vivo e si è presentato questo pomeriggio in conferenza stampa in Ucraina.

Eccolo, più in salute che mai.

Vasily Gritsak, capo del Servizio di sicurezza ucraino, ha affermato che l'agenzia ha finto la morte del reporter per mettere le mani su coloro che hanno realmente intenzione di farlo fuori. L'operazione ha portato all'arresto di una persona.

Babchenko ha ringraziato tutti coloro che stavano piangendo la sua morte e si è scusato per aver creato situazioni di sofferenza ai suoi cari: oltre la moglie, ha una figlia e sei figli adottivi.

Secondo quanto affermato dai servizi di sicurezza ucraini, "è stato scoperto un piano per assassinare Babchenko ed è stata presa la decisione di organizzare un'operazione speciale durante la quale siamo riusciti a raccogliere prove inconfutabili dell'attività terroristica dei servizi speciali russi nel territorio ucraino".

"Chiedo scusa a tutti, anche a mia moglie, per l'inferno che ha dovuto sostenere ma non c'era altra alternativa", ha detto Arkady Babchenko in conferenza stampa. "L'operazione speciale è stata preparata per due mesi, io sono stato messo al corrente un mese fa. Hanno lavorato come matti. Il risultato di questo lavoro si è trasformata in un'operazione che ha portato alla cattura di un uomo".

Il presidente ucraino Petro Porošenko in un clima di tensione massima con Mosca ha detto che proteggerà il giornalista e la sua famiglia.

Il Ministero degli esteri di Mosca ha bollato tutta l'operazione come mera propaganda anti-russa.

"Sono state raccolte prove evidenti - ha proseguito Babchenko - e la cosa più importante è che la mia vita è stata salvata e che sono stati sventati altri attentati più gravi, perché si stavano preparando ad azioni gravi. Mi hanno detto che c'era un ordine di uccidermi, sono stati pagati i soldi, 40mila dollari, un bel prezzo direi, mi hanno fatto vedere i documenti, il mio passaporto, la foto che c'è solo nel mio passaporto, quando l'ho fatto, e nell'ufficio che li rilascia, ed è stato chiaro che l'informazione arrivava dalla Russia, evidentemente dai servizi speciali".

"Mi hanno proposto di partecipare a questa operazione e io ho accettato, tanto sarebbe andata avanti lo stesso. Le pressioni che sono state fatte oltre confine [sugli esecutori] sono state forti, hanno provato ad accelerare per far combaciare l'azione con la finale di Champions, ho dovuto far finta di partire, i fatti di ieri sono stati solo una coincidenza... chi sperava che i morissi fra poco possono continuare ad aspettare", ha aggiunto il reporter

REUTERS/Valentyn Ogirenko

L'omicidio inscenato che ha ingannato il mondo

Kiev e la polizia nazionale ucraina avevano reso noto martedì che Babchenko, forte critico del Cremlino, fosse stato colpito tre volte alla schiena sulle scale del suo edificio.

Babchenko, 41 anni, uno dei più noti reporter di guerra russi, aveva lasciato il paese a causa delle ripetute minacce che lui e la sua famiglia avevano subito.

In un post su Facebook, il deputato ucraino Anton Gerashchenko aveva raccontato che Babchenko era uscito di casa per comprare del pane prima di essere colpito a morte. "Riteniamo che questo omicidio possa essere collegato alle sue 'attività professionali'. Ma aspettiamo i risultati dei prelievi sulla scena del crimine e l'interrogatorio dei testimoni, che potrebbero darci altre spiegazioni", aveva riferito il capo della polizia della capitale ucraina.

La versione della storia diceva che il cronista era deceduto nell'ambulanza mentre veniva trasportato in ospedale. Babchenko ha servito nell'esercito russo e combattuto in Cecenia. Si era schierato contro l'annessione della Crimea, la guerra in Ucraina e l'intervento russo nel conflitto siriano.

La prima reazione russa

Le accuse che il governo di Kiev ha inizialmente rivolto a Mosca per l'omicidio del giornalista Arkadi Babchenko sono "un atto di estremo cinismo", aveva dichiarato il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, accusando i politici ucraini di "fendere l'aria con dichiarazioni russofobe di fronte a un orribile omicidio invece di lanciare un'inchiesta esaustiva e imparziale".

Questa dichiarazione è arrivata quando ancora si credeva che Babchenko fosse morto. Dopo la conferenza stampa di Kiev, il ministro degli esteri russo "si è detto contento di vederlo vivo, nonostante tutto".