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Stupro di gruppo: branco condannato a 9 anni, polemiche in Spagna

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Stupro di gruppo: branco condannato a 9 anni, polemiche in Spagna

Stupro di gruppo: branco condannato a 9 anni, polemiche in Spagna
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REUTERS/Vincent West
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Nove anni di carcere, a fronte dei ventidue chiesti dall'accusa. E' questa la condanna inflitta da un tribunale della Navarra ai cinque giovani spagnoli accusati di stupro di gruppo ai danni di una 18enne di Madrid durante la festa di San Firmino, a Pamplona, nel 2016. I cinque, originari di Sivglia e di età compresa tra i 27 e i 29 anni, sono stati riconosciuti colpevoli di abuso sessuale e non di stupro, in assenza di violenza palese. Il gruppo è conosciuto in Spagna come 'manada' (branco), il nome che avevano dato allo loro chat su Whatsapp.

Né gli accusati né la vittima erano in tribunale alla lettura del verdetto, accolto dalle proteste delle decine di persone, tra cui molte militanti femministe, che si erano radunate fuori dal tribunale in attesa della sentenza: "Non è abuso, è stupro", hanno gridato. Pablo Iglesias, leader di Podemos, è stato tra i primi ad esprimere il suo sdegno per la sentenza su Twitter: "La condanna per semplice abuso è una cattiva notizia. E' come dire alle vittime che se non lotti contro cinque teppisti, rischiando la vita, non ti stanno violentando. Vergogna e disgusto".

REUTERS/Vincent West
Manifestanti davanti al tribunale in attesa della sentenzaREUTERS/Vincent West

I fatti incriminati si sono svolti nella notte del 7 luglio 2016. Secondo la ricostruzione i cinque giovani hanno avvicinato una ragazza madrilena di 18 anni, l'hanno accompagnata per un tratto di strada fino all'androne di una casa e lì hanno avuto rapporti sessuali con lei. La giovane è stata trovata seminuda e in stato di choc da alcuni passanti, che l'hanno accompagnata in un commissariato. Qui ha denunciato l'accaduto: la ragazza ha spiegato di non avere potuto reagire perché paralizzata da quanto stava succedendo.

I cinque accusati (Jesús Escudero Domínguez, José Ángel Prenda Martínez, Ángel Boza Florido, Alfonso Jesús Cabezuelo Entrena e Antonio Manuel Guerrero) si sono difesi sostenendo che la ragazza non ha opposto resistenza e che quindi era consenziente. Un elemento, quello della mancanza di violenza, che ha spinto la Corte a condannare i cinque per "abuso" sessuale e non "aggressione" sessuale.