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Agli sfidanti di Putin le briciole, insieme meno del 30%

Agli sfidanti di Putin le briciole, insieme meno del 30%
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Poco più che figuranti nel panorama politico russo: i 7 sfidanti di Putin, alle elezioni presidenziali russe non arrivano, se sommiamo le loro percentuali, a raccogliere il 30 per cento.

Come da previsioni il secondo classificato è il candidato del partito comunista Pavel Grudinin che quando la conta dei voti è a metà raccoglie il 13 %, cifra sopra alle aspettative. In conferenza stampa ha detto "elezioni sporche, aveva ragione Navalny". Al terzo posto c'è il leader del partito liberal democratico Vladimir Zhirinovsky con un risultato sotto il 10%. Eterno sconfitto, è la sesta volta che si candida.

Gli altri aspiranti presidenti raccolgono briciole, anche Ksenia Sobchak, la "candidata contro tutti" così si è presentata, volto noto della tv d'intrattenimento, unica donna in corsa, 36 anni, tutti fattori che non hanno contato nulla. Ha fatto un appello all'unità dell'opposizione, ammesso che un'opposizione reale ci possa essere nel Paese che ha scelto in massa il suo Zar da Vladivostock a Mosca, da Mosca a Sebastopoli.

Con un risultato che promette di essere il più consistente mai raggiunto da un presidente nella storia moderna della Russia. La giornalista di euronews Galina Polonskaya, da Mosca, dice:

"'Tutto scorre, tutto sta cambiando'", questa è stata la risposta di Vladimir Putin alla domanda su come saranno i prossimi 6 anni della sua presidenza. Anche se i risultati ufficiali delle elezioni saranno annunciati più tardi, non c'è dubbio che Vladimir Putin ha vinto. Un'altra domanda intanto si impone: ci saranno riforme impopolari in questa Russia che ha appena fatto la sua scelta?