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Pietro Grasso: dalla lotta alla mafia, all'arena politica

Pietro Grasso: dalla lotta alla mafia, all'arena politica
Diritti d'autore  REUTERS/Remo Casilli
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Di Euronews
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Il programma di Liberi e Uguali vede l'ampliamento del reddito di inclusione, la cancellazione della legge Bossi-Fini sull'immigrazione e la cittadinanza italiana a chi nasce in Italia da genitori stranieri.

"Per i molti non per i pochi". Lo slogan elettorale scelto dal leader dello schieramento di sinistra, Pietro Grasso, riprende quello utilizzato del Labour Party britannico guidato da Jeremy Corbin.

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Liberi e Uguali nasce dalla scissione a sinistra del Partito democratico e raccoglie la galassia orfana di rifondazione comunista che hanno trovato nell'ex Procuratore nazionale antimafia, il leader da opporre a Matteo Renzi.

La sua carriera politica è nata proprio con il Partito democratico, quando l'8 gennaio 2013 ha dato le dimissioni dall'ordine giudiziario ed è stato candidato capolista nel Lazio per il Pd. È stato eletto Senatore della Repubblica e ricopre la seconda più alta carica dello Stato.

Dopo le dimissioni dal gruppo del Pd, ha raccontato, "Mi hanno offerto seggi sicuri, mi hanno chiesto di fermarmi un giro, di fare la riserva della Repubblica. Mi dispiace, questi calcoli non fanno per me".

Magistrato dal 1969, nel 1972 Grasso viene nominato sostituto Procuratore a Palermo dove segue l'indagine sull'omicidio del Presidente della Regione siciliana Piersanti Mattarella. Nel settembre 1985 è giudice "a latere" nel maxiprocesso contro la mafia. Dopo la strage di Capaci, sostituisce il Giudice Giovanni Falcone nella Commissione Centrale per i programmi di protezione.

Procuratore Nazionale Antimafia dal 2005, coordina le indagini sulle stragi di mafia del '92-'93.

Il programma di Liberi e Uguali vede l'ampliamento del reddito di inclusione, la cancellazione della legge Bossi-Fini sull'immigrazione e la cittadinanza italiana a chi nasce in Italia da genitori stranieri.

Ha fatto molto discutere la sua proposta di abolire le tasse universitarie per tutti gli studenti delle università pubbliche. Secondo i calcoli, il provvedimento costerebbe 1,9 miliardi di euro.

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