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Brexit e antibrexit: tutto quello che faranno i Labour

Brexit e antibrexit: tutto quello che faranno i Labour
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“Renew” (Rinnovo) è il nuovo soggetto politico che il leader dell'opposizione britannica Jeremy Corbyn tira fuori dal cappello per trovare l'antidoto a Brexit. Come fare breccia su un popolo che ci ripensa? Corbyn pensa a un trattato doganale con l'Europa che scatti al momento del divorzio da Bruxelles nel 2019.

Jeremy Corbyn: "Nel periodo della transizione, come è stato proposto dai Laburisti al primo punto, vogliamo cercare di rimanere in un'unione doganale con l'UE e all'interno del mercato unico. Ciò significa che ci atteniamo alle regole esistenti di entrambi durante la transizione".

Già lo scorso anno Corbyn auspicava un nuovo trattato fra Regno Unito ed Europa alla fine del processo di transizione indicando proprio il mantenimento dell'unione doganale permanente col continente. Misura volta a salvaguardare i consolidati standard economici.

Corby lo ha annunciato all'Università di Coventry facendo balugiare un prossimo governo a guida Labour in cui s'impegna a "negoziare un accordo per garantire che non vi siano dazi e non vi sia alcuna necessità di un confine secco" fra Irlanda del Nord e Repubblica d'Irlanda.

“Renew” sembra già pronta alla battaglia politica con una formazione da più di 300 candidati da mandare alle camere sull'orizzonte delle legislative 2022, una tappa che potrebbere anche essere accelerata vista la fragilità del governo Theresa May.

“Renew” è stato fondato dall’ex finanziere Chris Coghlan prima delle elezioni politiche anticipate del giugno scorso dove si era presentato come candidato con un programma anti-Brexit.

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