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Venezuela allo stremo: saccheggi, proteste e furti in casa

Venezuela allo stremo: saccheggi, proteste e furti in casa
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Di Gioia Salvatori
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Nel Paese ormai privo di ogni bene necessario alla sussistenza, colpito anche da un'epidemia di malaria, aumentano le proteste, i saccheggi dei negozi e i furti in casa. La soluzione di Maduro? Una criptomoneta, ma il parlamento boccia la proposta.

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Fame, carenza medicine e di ogni altro bene necessario a sopravvivere, divieto presidenziale di far entrare aiuti dall'estero, una moneta che è carta straccia e la convivenza civile che è ormai diventata un ricordo lontano. 

Nella città di Guayana in Venezuela, almeno 5 negozi sono stati saccheggiati nottetempo. Nell'area un tempo in piena espansione industriale e ora afflitta dalla crisi nera e da un'epidemia di malaria, crescono rabbia e violenza. "Ero fuori, sono arrivato stamattina e abbiamo visto che tutto era distrutto", racconta il titolare di uno dei negozi saccheggiati.  Un altro uomo ha invece subìto un furto in casa: "Ci hanno lasciato praticamente nudi - dice - hanno preso i condizionatori, i frigoriferi, tutto. Anche il cesto della biancheria sporca hanno portato via".

Il Paese è a un punto di non ritorno con l'inflazione al 2616 per cento, e il presidente Nicolas Maduro che come soluzione vorrebbe adottare una criptomoneta, il Petro. Proprio questo martedì il Parlamento ha bocciato questa proposta come illegale, tesa a compensare la mancata produzione di petrolio con barili virtuali, generando di fatto ulteriore indebitamento estero. 

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