Venezuela: Maduro aumenta gli stipendi (che rimangono bassi)

Venezuela: Maduro aumenta gli stipendi (che rimangono bassi)
Diritti d'autore REUTERS/Garcia Rawlins
Di Cristiano Tassinari
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Il presidente del Venezuela aumenta, per la settima volta in un anno, gli stipendi dei lavoratori pubblici e il reddito minimo garantito. Ma il paese è alla fame: inflazione altissima e crollo della produzione di petrolio.

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Discorso di fine anno al Palacio de Miraflores di Caracas per il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro. Ha in serbo un annuncio importante.

"Sono qui ad annunciare l'aumento del 40% del salario minimo nazionale e tutti gli stipendi a livello pubblico: per insegnanti, militari, polizia, medici e impiegati pubblici".

Lo stipendio minimo sale, dunque, da 177mila bolivar a oltre 248mila. Al tempo stesso, Maduro ha deciso un aumento di quasi il doppio del bonus alimentare noto come "cestatícket", "per la protezione del diritto al cibo". Il reddito minimo integrato - la somma di salario e cestaticket - sale cosi a oltre 797mila bolivares.

In realtà, è il settimo aumento dall'inizio del 2017, l'ennesimo tentativo di arginare l'aumento folle dei prezzi in un'economia, quella venezuelana, vittima di un'inflazione - secondo alcuni analisti - superiore al 4000% e di un calo notevole della produzione di petrolio.

E ne risentono soprattutto i cittadini. Domenica una ragazza di 18 anni, incinta, è stata ferita a morte da un agente di polizia durante una protesta per la consegna di prosciutti offerti dal governo. Le lunghe code fuori dai pochi supermercati ancora riforniti sono una immagine ormai abituale.

Accade nella capitale Caracas, non solo nelle zone periferiche del Venezuela.

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