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Migliaia di romeni in piazza contro la riforma della giustizia

Migliaia di romeni in piazza contro la riforma della giustizia
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Di Euronews
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L'opposizione chiede le dimissioni del governo il cui pacchetto di riforme è considerato un colpo di spugna sulla lotta alla corruzione. Le misure potrebbero essere votate in via definitiva già martedì. A inizio anno un'ondata di proteste aveva costretto l'esecutivo romeno a fare marcia indietro.

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Oltre 12.000 persone sono tornate a scendere per le strade di Bucarest per dire no alla riforma del sistema giudiziario messa a punto dalla coalizione social-democratica al governo in Romania. Una riforma che l'opposizione considera un ostacolo in meno sull'autostrada della corruzione. La folla è tornata a chiedere le dimissioni del governo.

"Qui la gente è convinta che il governo, che la coalizione al potere, avrebbe dovuto dire chiaramente quel che voleva fare con la giustizia, avrebbero dovuto dire prima di vincere le elezioni: sappiate che vogliamo smantellare questo sistema giudiziario, vogliamo dimezzare le vostre libertà, vogliamo liberarci dei procuratori indipendenti. Sono sicuro che se l'avessero detto non avrebbero vinto tanto facilmente le elezioni" dice ai microfoni di euronews il giornalista e blogger Lucian Mîndruta.

Ancora una folla accanto alla folla dei manifestanti, come già accaduto nei giorni scorsi, l'ex-Primo Ministro Dacian Ciolos:

"L'attacco contro la giustizia continua. Non sto certo a definirlo un dibattito o una decisione. È un attacco puro e semplice. Senza un dibattito in Parlamento, in cui l'opposizione deve dire la sua, non si può più parlare di democrazia".

Un primo tentativo del governo di approvare per decreto una serie di misure definite "salva-corrotti" aveva innescato ad inizio anno le più grandi proteste nel Paese dai tempi del comunismo. Ma quel che l'esecutivo aveva fatto uscire dalla porta, dissuaso dall'ondata di proteste, è tornato ad entrare dalla finestra. Una versione rimaneggiata del pacchetto di riforme dovrebbe essere sottoposta a voto definitivo in aula questo martedì.

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