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La Commissione europea cita in giudizio Budapest per la sua politica anti migranti

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La Commissione europea cita in giudizio Budapest per la sua politica anti migranti

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Aumenta la pressione sul governo nazionalista ungherese accusato dalla Commissione europea di non aver rispettato gli obblighi sul ricollocamento dei rifugiati da Italia e Grecia. Insieme a Varsavia e Praga Budapest sarà chiamata a rispondere davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea, come ha annunciato giovedì il vicepresidente dell’esecutivo europeo Frans Timmmermans.

“Oggi deferiamo l’Ungheria, la Repubblica Ceca e la Polonia, in quanto non hanno dato alcuna indicazione, anche dopo il recente parere emesso la scorsa estate, sul rispetto degli obblighi legali e sul loro contributo a mostrare solidarietà con la Grecia e l’Italia “, ha affermato.

A settembre la Corte di giustizia Ue aveva respinto il ricorso dell’ Ungheria contro il reinsediamento dei richiedenti asilo, affermando che il meccanismo contribuisce in modo proporzionato ad aiutare la Grecia e l’Italia a gestire le conseguenze della crisi migratoria del 2015.
Ma Budapest non intende arrendersi davanti ai giudici europei. “Presenteremo tutti i nostri argomenti durante la procedura presso il tribunale dell’Unione europea e speriamo in una decisione positiva per noi “, ha ribattuto il ministro degli esteri magiaro Péter Szijjártó.

Le politiche anti migranti del governo ungherese hanno creato spaccature con con molti altri governi europei, che invece hanno accolto la quota di migranti prevista dal piano della Commissione europea.