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Il Regno Unito prigioniero della Brexit

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Il regno Unito prigioniero della Brexit. Il governo di Teresa May è talmente concentrato sulle trattative per l'uscita dall'Unione europea da provocare una serie di dimissioni nella Commissione per la mobilità sociale.

Alan Milburn ha spiegato in diretta sulla tv di Stato il perché del suo passo indietro da presidente dell'organo governativo.

"C' è poca, se non nessuna speranza di progresso verso quel Regno Unito più giusto di cui parla la premier. Il governo, per ragioni comprensibili, è concentrato sulla Brexit - spiega Milburn - E sembra non avere la forza per poter tradurre in realtà la retorica della guarigione della divisione sociale e della promozione della giustizia sociale. Per cui temo e ho raggiunto la conclusione che non è più tempo di continuare ad andare contro corrente".

Alla vigilia dell'incontro a Bruxelles tra il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e la May, la premier britannica deve incassare anche le proteste dell'Irlanda: secondo il vice primo ministro di Dublino, Simon Coveney, non sono stati fatti progressi sufficienti sulla questione delle frontiere con l'Irlanda del Nord.

E un sondaggio rivale che il 50% dei sudditi di Sua Maestà vuole un secondo referendum e che la paura per il futuro ora prevale sull'ottimismo

I britannici inoltre sostengono che il governo non debba pagare nulla per la sua uscita dalla famiglia europea, mentre Londra sarà costretta a sborsare almeno 50 miliardi di euro per ottenere il divorzio.