È morto di cancro a Parigi Abbas Kiarostami, regista iraniano che si era imposto all’attenzione mondiale a partire dal 1990, con “Close Up”, considerato il suo capolavoro e ammirato da registi come Ma
È morto di cancro a Parigi Abbas Kiarostami, regista iraniano che si era imposto all’attenzione mondiale a partire dal 1990, con “Close Up”, considerato il suo capolavoro e ammirato da registi come Martin Scorsese e Nanni Moretti (che ha poi realizzato il cortometraggio “Il giorno della prima di Close up”).
76 anni appena compiuti, Kiarostami era anche sceneggiatore, pittore, scultore, poeta, fotografo, montatore.
Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Teheran, è dapprima graphic designer nella pubblicità e nell’illustrazione di libri per bambini, un mondo e una sensibilità che lo caratterizzeranno poi anche nella carriera da regista, iniziato verso i trent’anni, con una serie di cortometraggi ispirati al neorealismo italiano.
Il suo primo lungometraggio di rilievo è “Il viaggiatore”, del 1974. Poi Gozaresh tre anni dopo, poi dieci anni di pausa. In seguito ha prodotto quasi un film ogni due anni, alternando lungometraggi e documentari. Nel 1997 si è aggiudicarto la Palma d’Oro al festival di Cannes per “Il sapore della ciliegia”. Gli ultimi film sono “Shirin” nel 2008, “Copia conforme” nel 2010 e “Qualcuno da amare”, nel 2012.