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Emergenza migranti, servono nuove politiche di integrazione in Europa

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Di Sophie Claudet
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Emergenza migranti, servono nuove politiche di integrazione in Europa

Come affrontare l’emergenza rifugiati? Ogni paese europeo ha le proprie risposte, alcune più propositive di altre.

Il 2015 è stato l’anno con il maggior numero di migranti e di persone in fuga dopo la crisi della seconda guerra mondiale. La stragrande maggioranza ha trovato rifugio nei paesi in via di sviluppo, non in Europa. I rifugiati rappresentano infatti solo lo 0,3% della popolazione totale dell’Unione Europea.

L’Europa ha accolto più di un milione di richiedenti asilo lo scorso anno e quasi 200.000 finora ad ora. La maggior parte proviene da Siria, Iraq e Afghanistan.

C‘è un paese tuttavia che si distingue dagli altri: è la Germania che ha accolto mezzo milione di richiedenti asilo, accordando la protezione a circa 150.000 di loro, aiutandoli a imparare una nuova lingua e a trovare un lavoro. In poche parole parliamo di integrazione. Il punto centrale è uno solo: questi rifugiati siriani, iracheni, somali o afghani non potranno tornare nel loro paese molto presto. Dovranno restare qui in Europa.

Uno degli inviati di “Insiders”, Hans Van Der Brelie, è andato in Germania e nei Paesi Bassi, dove sono state messe in atto delle particolari strategie di integrazione. In Italia invece vedremo come il paese sta affrontando l’emergenza rifugiati.

E poi dall’Italia testimonianze di guerre e atrocità, gente costretta all’esilio. A Milano Valerie Gauriat ha incontrato alcuni psicologi che stanno aiutando queste persone a superare il trauma.

Infine Sophie Claudet ha incontrato Eugenio Ambrosi, direttore regionale per la UE dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni a Bruxelles.