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Bruxelles il giorno dopo la tragedia, paura tra le strade: "Non si può voltare pagina"

Bruxelles il giorno dopo la tragedia, paura tra le strade: "Non si può voltare pagina"
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Di Euronews
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Bruxelles si è svegliata spaventata e ferita dopo gli attentati terroristici. Le strade sono pressoché deserte e militarizzate, sopratutto nei pressi

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Bruxelles si è svegliata spaventata e ferita dopo gli attentati terroristici. Le strade sono pressoché deserte e militarizzate, sopratutto nei pressi della stazione metro di Maelbeek che resta chiusa, nel quartiere che ospita le sedi istituzionali dell’Unione Europea.

#L96#Jurbise#Neufvilles
Travaux urgents
Trafic perturbé
Retards possibles: 10’#SNCB

— SNCB (@SNCB) 23 marzo 2016

Voltare pagina, tornare alla vita normale oggi non è possibile. “Penso che molte persone non sappiano cosa fare perché hanno paura”, racconta questa residente. Dobbiamo cercare di continuare a vivere le nostre vite come prima. Ma questo è un giorno molto triste, ci siamo svegliati in un altro paese, in un’altra Europa “.

La tragedia di ieri ha sconvolto anche i bambini come racconta questa insegnate: “Erano in preda al panico, guardavano i loro cellulari per capire come stesse succedendo. Quando hanno sentito anche dell’esplosione nella metropolitana alcuni hanno iniziato a piangere, perché vivono in quella zona ed erano preoccupati per i loro genitori”.

RAPPEL: Hommage des victimes et minute de silence #AttaquesBruxelles à 12h – place de la Bourse #JeSuisBruxelloispic.twitter.com/glEZba4nQK

— ZPZ PolBru (@zpz_polbru) 23 marzo 2016

Dopo gli attacchi, il livello di allarme è stato portato a 4, il massimo. Il governo ha indetto tre giorni di lutto nazionale.

“Proviamo odio, rabbia, paura. Siamo nervosi ma non sappiamo cosa fare, il re ci ha detto di restare calmi, ma com‘è possibile restare calmi in una situazione come questa?”, dice un altro residente.

Bruxelles è costantemente sorvegliate dalle forze dell’ordine. Le misure di sicurezza sono state rafforzate in stazioni ferroviarie e della metropolitana.

La parola domani è tutta ancora da scrivere.

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