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Bruxelles, i testimoni all'aeroporto: "Esplosioni, poi il panico"

Bruxelles, i testimoni all'aeroporto: "Esplosioni, poi il panico"
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Di Giacomo Segantini Agenzie:  Julián López Gómez
Pubblicato il
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Fuori dall’aeroporto di Zaventem molti viaggiatori rimasti illesi si allontanano costeggiando la strada. I testimoni parlano di una prima esplosione

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Fuori dall’aeroporto di Zaventem molti viaggiatori rimasti illesi si allontanano costeggiando la strada. I testimoni parlano di una prima esplosione vicino alla filiale della banca Belfius, nella parte sinistra della sala delle partenze. La seconda, invece, al centro, vicino ad un bar Starbucks.

“Ci sono state tre esplosioni”, racconta una donna. “La prima proprio sopra le nostre teste: abbiamo visto il muro creparsi, sono cadute delle macerie. La seconda è stata molto più forte, 15 secondi dopo. Siamo corsi verso l’uscita ed è là che abbiamo sentito la terza. I vetri sono andati in frantumi. Abbiamo visto uscire un fumo nero, dietro c’erano dei bambini. Gli assistenti di volo erano feriti, la gente usciva, c’era una donna davanti a me gravemente ferita”.

Molte vittime avevano le gambe completamente lacerate, il che lascerebbe supporre che una delle deflagrazioni sia partita da una valigia a terra.

“Stavo aprendo la porta dell’autobus quando ho sentito un’esplosione enorme!”, dice un ragazzo spagnolo. “Quando sono sceso, ho visto vetri dappertutto e la gente scappare via correndo. In quel momento non capivo cosa stesse accadendo. All’inizio hanno detto che era un’esplosione di gas. Dopo, però, ho visto i militari precipitarsi dentro l’aeroporto. Tutti si sono messi a correre e io ho fatto lo stesso, ho cominciato a correre”, conclude.

Dopo le esplosioni i passeggeri che avevano già passato la barriera di sicurezza hanno cercato rifugio all’interno dei negozi.

“Quasi tre ore dopo la prima esplosione all’aeroporto continuano ad arrivare auto della polizia e ambulanze”, spiega il nostro inviato Julián López Gómez. “La struttura rimane circondata da un cordone di sicurezza che dista due chilometri dal terminal, dal quale continuano a emergere passeggeri in stato di shock”, aggiunge.

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