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Migranti: accordo Ue-Turchia, Onu teme espulsioni collettive e arbitrarie

Migranti: accordo Ue-Turchia, Onu teme espulsioni collettive e arbitrarie
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Di Euronews
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La marcia indietro forzata dei migranti dalla Grecia alla Turchia suscita preoccupazione sul rispetto dei diritti umani. Una novantina da Pakistan

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La marcia indietro forzata dei migranti dalla Grecia alla Turchia suscita preoccupazione sul rispetto dei diritti umani.

Una novantina da Pakistan, Marocco, Algeria, Tunisia sono stati già accompagnati in territorio turco. L’accordo con Ankara prevede che in cambio l’Unione Europea per ogni siriano respinto si impegni ad accogliere un siriano in uno dei propri Paesi.

“Fra le mie preoccupazioni ci sono le potenziali espulsioni collettive e arbitrarie, una cosa illegale”, ha affermato l’Alto commissario Onu per i Diritti Umani, Zeid Ra’ad Al Hussein. “Le restrizioni ai confini, che non permettono di valutare i singoli casi, violano il diritto internazionale ed europeo”.

A livello europeo c‘è chi esprime dubbi su un accordo con il Paese del presidente Erdogan, accusato di deriva autoritaria, che in cambio chiede di accelerare i negoziati di adesione.

Il commissario per le Migrazioni tenta di rassicurare: “Occorre rispettare le leggi dell’Unione Europea e il diritto internazionale – ha precisato Dimitris Avramopoulos – innanzitutto che non ci sia il rischio di persecuzione in quel Paese. Secondo, il rispetto del principio di non respingimento, e terzo, la possibilità di richiedere e ricevere lo status di rifugiato in base alla convenzione di Ginevra”.

Da quando la rotta dei Balcani è stata preclusa da diversi Paesi ai profughi, migliaia di essi sono bloccati in Grecia.

Sono almeno 14.000 a vivere nella tendopoli di Idomeni, al freddo e all’umido, al confine con la Repubblica di Macedonia. Quasi la metà sono bambini, decine di loro sono gravemente malati, secondo le Ong.

Activists in #Idomeni just placed this banner on the border fence #Greece#euco#migrantcrisis#refugeesgrpic.twitter.com/2OsUc1WRJU

— Kostas Kallergis (@KallergisK) 8 mars 2016

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