Loader
Seguiteci
Pubblicità

Obama arriva in Kenya - terra del padre - per parlare all'Africa e 'rincorrere' la Cina

Obama arriva in Kenya - terra del padre - per parlare all'Africa e 'rincorrere' la Cina
Diritti d'autore 
Di Salvatore Falco
Pubblicato il
Condividi Commenti Segui Euronews su Google
Condividi Close Button
Copia e incolla il codice embed del video qui sotto: Copy to clipboard Link copiato!

L’abbraccio della sorellastra Auma accoglie Barack Obama in Kenya, la terra dove è nato suo padre, per la prima visita da presidente degli Stati

L’abbraccio della sorellastra Auma accoglie Barack Obama in Kenya, la terra dove è nato suo padre, per la prima visita da presidente degli Stati Uniti.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

Quattro giorni di incontri – Obama si recherà anche in Etiopia – per parlare di lotta al fondamentalismo e soprattutto di sviluppo economico, in un territorio dove la Cina è già presente con le sue imprese.

L’entourage della Casa Bianca non a caso rimarca che si tratta del primo presidente degli Stati Uniti non solo a visitare Kenya ed Etiopia, ma che si rivolge all’intero continente.

In cima alla lista degli appuntamenti la cena con “Mama Sarah”, la terza moglie di suo nonno paterno, che è volata a Nairobi per convincerlo a visitare il villaggio del clan. L’arzilla signora 94enne alloggia nello stesso albergo del presidente, circondato da un imponente cordone di sicurezza.

10mila agenti delle forze di sicurezza sono dispiegati a Nairobi. Il timore principale è legato ai miliziani di al Shabaab, gli estremisti islamici somali che hanno compiuto violenti e sanguinosi attacchi in Kenya.

Obama lascerà il Paese domenica alla volta dell’Etiopia, dove si riunisce l’Unione africana.

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti Segui Euronews su Google

Notizie correlate

Kenya, scontri mortali: proteste contro centro Usa di quarantena per Ebola

Corte d'appello Usa respinge il ricorso di Biden contro la diffusione degli audio con il ghostwriter

Nicaragua: Ortega annuncia lo stop alle elezioni, condanna degli Stati Uniti