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Nucleare iraniano: le conseguenze economiche dell'accordo

Nucleare iraniano: le conseguenze economiche dell'accordo
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Di Euronews
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L’accordo di Ginevra rappresenta non solo una boccata d’ossigeno per gli iraniani, la fine dell’isolamento di teheran avrà un impatto sugli equilibri

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L’accordo di Ginevra rappresenta non solo una boccata d’ossigeno per gli iraniani, la fine dell’isolamento di teheran avrà un impatto sugli equilibri economici mondiali.
La cautela è d’obbligo, ma la revoca delle sanzioni, di per sé, consente di aprire la porta all’ottimismo.

Ed è un messaggio d’ottimismo che manda al suo popolo il presidente Rouhani:

“Oggi è un nuovo inizio, l’inizio di un futuro migliore per i nostri giovani e per il nostro Paese per accelerare lo sviluppo”.

La fine di una serie di misure d’embargo significherà, tra l’altro, per gli iraniani poter comprare generi di consumo senza dover ricorrere al mercato nero.

Secondo gli analisti, in un primo momento la dinamizzazione dell’economia iraniana non comporterà comunque la creazione di posti di lavoro.

“Si tratta di sicuro di un nuovo inizio, perché la produzione di petrolio cambierà, così come l’economia, da quanto ne so, i Paesi europei sono pronti a investire in Iran e si attendono altrettanto da Teheran”.

“Nessuno inizia un negoziato senza fine, è chiaro che volevano trarre beneficio ma anche noi ne avremo vantaggi”.

Con circa 80 milioni di abitanti e un’economia che vale 420 miliardi di dollari, l’Iran potrebbe crescere a un tasso del 5% per cento nel prossimo anno.

Teheran vedrà infatti la propria capacità industriale, oggi ridotta al 60%, tornare a livelli più competitivi, anche lo scambio commerciale con l’Europa, che oggi è di circa 8 miliardi di euro, dovrebbe subire un’improvvisa impennata.

Jeremy Stretch, CIBC:

“Se la revoca delle sanzione includerà non solo il petrolio ma anche il settore energetico, avremo un afflusso di investimenti verso l’Iran.
Chiaramente la revoca delle sanzioni e dell’embargo porterà investimenti esteri, cosa di grande importanza”.

In attesa che il prezzo al barile del Brent risalga e che Teheran ammoderni le infrastrutture del settore petrolifero, in molti scommettono che arriveranno anche investimenti di israeliani con interessi transanazionali.

Anche se Israele vede come fumo negli occhi il rafforzamento dell’economia del nemico di sempre.

Eldad Pardo, analista israeliani, esperto di Iran:

“L’Iran esporterà più petrolio e gas e molte sanzioni verranno revocate. In effetti quest’accordo permette al Paese di dotarsi di un’industria nucleare e in 10- 15 anni di diventare una potenza nucleare”.

Israele, contrario a qualsiasi patto con Teheran, giudica l’accordo di Ginevra un errore storico.

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