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Ucraina, ritiro in atto dal fronte, ma si combatte non lontano da Mariupol

Nel porto del mar d'Azov rischia di accendersi una nuova miccia che potrebbe minare la fragile tregua.

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Ucraina, ritiro in atto dal fronte, ma si combatte non lontano da Mariupol

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L’esercito ucraino si è allontanato di circa 25 chilometri dalla linea del fronte di Popasna, nei pressi di Artemivsk.

La ritirata da parte dei lealisti è cominciata solo giovedì, dopo una netta diminuzione dei combattimenti.

Le truppe stazionano ora a Soledar, dove euronews ha incontrato un battaglione di soldati.

Aleksander Motuzianyk, portavoce dell’esercito ucraino e capo dell’ufficio stampa delle unità antiterrorismo (Ato) spiega che “non abbiamo registrato quasi per nulla bombardamenti dalle aprti di Luhansk, Debaltseve e Donetsk, ma nei pressi di Mariupol, in particolare a Shyrokino, ci sono stati numerosi colpi sparati verso le nostre postazioni. Tentativi di assaltare le posizioni delle forze anti terrorismo e lo stesso villaggio”.

Da Donetsk, i filorussi affermano di non avere informazioni sul ritiro ucraino e rilanciano la stessa accusa sull’importante porto sul mar d’Azov.

Il portavoce dell’autoproclamata repubblica di Donetsk, Eduard Basurin ha affermato che “continuano a segnalarci che l’esercito ucraino sta rafforzando le proprie posizioni lungo la linea del fronte. La situazione rimane molto agitata anche nella zona di Mariupol, in particolare vicino Shyrokino, dove le nostre postazioni sono state bombardate nelle ultime 24 ore”.

La quiete al momento c‘è, rispetto ai giorni passati. Ma i segnali che possa non durare sono molto forti, come conferma il corrispondente di euronews Sergio Cantone, secondo il quale “ora che gli accordi di Minsk sembrano tenere, è molto importante vedere cosa accadrà a livello politico, perché l’incendio può divampare di nuovo da un momento all’altro”.