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Donbass. Prima giornata senza vittime da avvio cessate-il-fuoco

La prima giornata senza vittime militari dall’avvio del cessate-il-fuoco stabilito nel vertice di Minsk. Lo stop alle armi tra l’esercito ucraino e i

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Donbass. Prima giornata senza vittime da avvio cessate-il-fuoco

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La prima giornata senza vittime militari dall’avvio del cessate-il-fuoco stabilito nel vertice di Minsk. Lo stop alle armi tra l’esercito ucraino e i separatisti filorussi nel Donbass ha globalmente tenuto per la prima volta nella giornata di ieri. Il Comandante dell’esercito ucraino Victor Sherdluh:

“Fino a ieri e all’altro ieri ci sono stati dei combattimenti. Le nostre truppe sono state attaccate” dice. “Ecco perchè non abbiamo ritirato le armi pesanti. Vedremo se il cessate-il-fuoco verrà rispettato come lo è stato oggi pomeriggio. Solo allora si potrà parlare di far arretrare gli armamenti”.

Intanto nell’autoproclamata Repubblica di Donetsk i ribelli tornano su uno dei luoghi simbolo degli scontri recenti, l’aeroporto internazionale di Donetsk, o quel che ne resta, per recuperare i corpi dei militari dell’esercito ucraino, abbandonati durante il ritiro delle truppe di Kiev.

“Se le forze ucraine non interferiscono, recupereremo tutti i corpi per poterli consegnare alle loro madri affinchè abbiano una degna sepoltura” afferma un comandante dei ribelli. “Questi ragazzi sono morti combattendo qui, non so bene per che cosa. È stato per ordine del Presidente ucraino Petro Poroshenko. Hanno eseguito un ordine. Noi siamo tutti militari, dobbiamo al nemico rispetto”.

Se per ora le armi rispettano il silenzio, la guerra continua con altri mezzi. Mosca minaccia di tagliare il gas a Kiev. Intanto però ha già cominciato a fornirlo alle Repubbliche separatiste di Donetsk e Lughansk.