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Islanda, da Firenze a Reykjavik nuove tecniche per il monitoraggio dei vulcani

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Islanda, da Firenze a Reykjavik nuove tecniche per il monitoraggio dei vulcani

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L’Islanda e i suoi vulcani. Nel 2010, il vulcano Eyjafjallajökull ha paralizzato il traffico aereo europeo per un mese, un costo molto elevato per le compagnie aeree. L’ Islanda ha 35 vulcani attivi che potrebbero eruttare in qualsiasi momento. Gli scienziati europei li stanno monitorando per capire e prevenire con efficacia i pericoli.

“Dobbiamo capire come vivere meglio in prossimità dei vulcani – afferma Freysteinn Sigmundsson, coordinatore del progetto FuturVolc – Qui in Islanda, è un’esigenza quotidiana. Occasionalmente, come nel 2010, la cosa puo’ interessare molte persone sul pianeta e dunque vogliamo vedere come sia possibile contenere gli effetti delle eruzioni vulcaniche che possono rappresentare una minaccia a lungo termine a causa della propagazione dei gas e delle ceneri”

Differenti tecniche sono state sviluppate. Un team di ricercatori dell’Università di Firenze ha appena installato in una foresta islandese un dispositivo ad infrasuoni. Alla fine dell’anno ce ne saranno 4 in tutto il paese.

“Questa è la stazione centale – spiega Maurizio Ripepe, geofisico dell’Università di Firenze – Raccoglie tutti i dati che trasmettiamo wi fi a Firenze e a Rejkiavic. Quel che dobbiamo fare oggi è andare a controllare uno dei sensori”

Quando si verifica un’eruzione, l’onda di pressione prodotta potrà essere registrata da queste speciali apparecchiature: gli array

“Con questi sensori, gli array – aggiunge Ripepe – siamo in grado di sentire le variazioni di pressione prodotte da una esplosione vulcanica a decine, centinaia e, se l’esplosione è forte, anche a mille chilometri di distanza dal vulcano”.

“Con il progetto FutureVolc – osserva Freysteinn Sigmundsson -numerosi ricercatori vengono a lavorare in Islanda. E’ ormai tempo di mettere a sistema la loro esperienza per fornire il massimo delle informazioni, e le piu’ precise e attendibili, sullo stato dei vulcani affinche’, quando c‘è un’erunzione, si possa sapere di piu’ sulla quantità di ceneri che saranno disseminate. E’ molto importante per l’aviazione civile, per capire cioè come sia possibile volare senza ostacoli e in tutta sicurezza”.

“Per sorvegliare i movimenti del magma – ci dice Kristin Vogfjord dell’Istituto Meteorologico islandese – utilizziamo le mappe sismiche. La rete GPS ci mostra la deformazione dei vulcani, l’espansione, la contrazione, tutto cio’ che si muove. Abbiamo creato una piattaforma dati all’Istituto Meteorologico Islandese per Future Volc. Essa permette agli scienziati di avere accesso, anche via satellite, ai dati di tutti i sistemi di sorveglianza installati”

Ma come conferma il coordinatore di FuturVolc Sigmundsson: “Potrebbe esserci un’eruzione vulcanica in Islanda oggi, o la settimana prossima, o l’anno prossimo. E’ difficile poter lanciare un “pre-allarme”, quello che noi chiamiamo un avvertimento a medio termine, che ci dica con precisione quando vulcano stia per eruttare”