Amnesty ha raccolto 22 testimonianze dirette di migranti a Ceuta che affermano di aver subito violenze da parte della Policía Nacional; ha documentato violazioni del diritto di asilo e dell'obbligo di protezione dei minori. La stessa ong denuncia intimidazioni e chiede di aprire un'inchiesta
Un migrante su una sedia a rotelle, con gravi lesioni alle caviglie, alle braccia e al torace, sostiene di essere stato spinto da militari da un'altezza superiore ai sei metri.
Quando Amnesty International ha parlato con lui a Ceuta, ha denunciato che non gli era stata nemmeno fatta una radiografia e che aveva ricevuto solo una fasciatura d'emergenza.
La sua è una delle testimonianze raccolte in un'indagine che descrive pestaggi, umiliazioni ed espulsioni sommarie e che, secondo l'organizzazione, mette in luce abusi che potrebbero costituire tortura e altri trattamenti crudeli, inumani o degradanti.
Colpi di manganello e di stivale, persone immobilizzate con fascette di plastica, percosse alla testa e minacce perché lascino Ceuta ricorrono nei racconti raccolti.
L'organizzazione sostiene che questi episodi, attribuiti dalle testimonianze a membri delle Forze armate spagnole, "sembrano rispondere a un modello ricorrente", in particolare negli interventi di unità dei Regulares e della Legión.
Amnesty chiede che siano oggetto di un'inchiesta indipendente e approfondita e che vengano accertate le eventuali responsabilità penali e disciplinari.
Cosa denunciano le testimonianze raccolte da Amnesty a Ceuta
Le indagini sono state svolte a Ceuta tra il 10 e il 15 settembre. Amnesty ha intervistato più di 65 persone e raccolto 22 testimonianze dirette che attribuiscono ai militari pestaggi, molestie, umiliazioni, furti di denaro e sequestro o distruzione di telefoni cellulari. L'organizzazione ha documentato le lesioni che coincidono con i racconti dei migranti.
Tra i casi documentati figura anche quello di un giovane marocchino che ha dichiarato di non riuscire a camminare da 25 giorni dopo essere stato spinto da un militare, da un'altezza di almeno sei metri mentre dormiva vicino all'eremo di San Antonio.
Altri due giovani hanno raccontato di aver ricevuto colpi di manganello e pugni mentre erano immobilizzati con fascette di plastica. Amnesty afferma di aver constatato i segni che questi mezzi di contenzione hanno lasciato sui loro polsi.
L'organizzazione denuncia inoltre possibili espulsioni illegali. Secondo testimonianze e video ai quali dichiara di aver avuto accesso, alcuni militari avrebbero agito di notte e a volto coperto, picchiando persone migranti o spruzzando loro spray irritante prima di procedere alla loro espulsione sommaria attraverso la recinzione del Tarajal.
Amnesty documenta anche il caso di un cittadino yemenita che aveva manifestato l'intenzione di chiedere protezione internazionale e che afferma di essere stato espulso senza alcuna procedura.
Secondo il suo racconto, è stato portato insieme a decine di persone fino alla frontiera e consegnato alla polizia marocchina. L'organizzazione dichiara di aver avuto accesso a documenti che confermano la sua versione.
Perché Amnesty denuncia un clima intimidatorio e un accanimento razzista
L'inchiesta di Amnesty denuncia anche un accanimento a sfondo razzista, xenofobo e islamofobo che non colpirebbe solo le persone migranti.
Secondo l'organizzazione, cittadini di Ceuta razzializzati o percepiti come di origine marocchina sarebbero stati sottoposti a controlli di identità o a restrizioni per accedere ad alcune zone della città, a negozi e supermercati.
Lo stesso team di Amnesty afferma di aver assistito a uno di questi episodi. Durante la loro visita, alcuni militari si sono avvicinati a un gruppo di persone razzializzate che parlavano sedute su una panchina vicino al centro città, hanno chiesto loro se "fossero di qui" e hanno ordinato loro di andarsene.
Quando i ricercatori hanno chiesto perché quelle persone venissero allontanate, uno dei militari ha risposto: "Abbiamo ordini perché non si sentano a loro agio".
La delegazione di Amnesty afferma di essere stata a sua volta oggetto di intimidazioni durante l'indagine.
L'11 settembre, mentre metteva in discussione l'espulsione dalle vicinanze dell'Ospedale universitario di Ceuta di persone ritenute migranti, i suoi membri sono stati identificati dalla Policía Nacional spagnola e hanno ricevuto insulti da parte di un gruppo di militari che pattugliava l'area intorno alla struttura sanitaria.
Perché Amnesty denuncia violazioni del diritto di asilo e degli obblighi di protezione dei minori non accompagnati
Amnesty segnala inoltre possibili violazioni del diritto d'asilo. Durante la visita ha intervistato persone provenienti da Paesi in conflitto come Somalia e Yemen, arrivate a Ceuta prima del 30 luglio e per le quali, secondo l'organizzazione, le procedure di protezione internazionale non erano ancora iniziate.
L'organizzazione afferma che alcune di queste persone non erano state nemmeno ascoltate per individuare eventuali situazioni di vulnerabilità e non avevano ricevuto informazioni sufficienti su come chiedere protezione internazionale.
L'inchiesta richiama l'attenzione anche sulla situazione dei minori che si trovano ancora a Ceuta. Secondo i dati istituzionali raccolti da Amnesty, 2.383 minori migranti non accompagnati sono stati identificati e tra 500 e 700 continuerebbero a vivere per strada senza alcuna forma di tutela. Alcuni hanno appena 12 o 13 anni.
Amnesty afferma di aver parlato con minori non accompagnati che si recano quasi ogni giorno negli uffici di polizia per chiedere protezione e che, secondo le loro testimonianze, vengono respinti in modo sistematico.
L'organizzazione sostiene che questa situazione viola gli obblighi di protezione che dovrebbero attivarsi quando le autorità si trovano di fronte a un minore senza un adulto responsabile.
La situazione riguarda anche centinaia di donne. L'organizzazione stima che circa 800, alcune accompagnate dai loro figli, vivano ancora in strada. Durante la visita ha trovato famiglie che dormivano all'aperto e altre ospitate in spazi di fortuna, senza docce né servizi igienici.
Cosa chiede Amnesty al governo spagnolo e a quello di Ceuta
Al termine dell'indagine, Amnesty International ha inviato lettere al presidente del governo spagnolo e al presidente del governo di Ceuta per comunicare le sue conclusioni e chiedere misure urgenti.
L'organizzazione chiede un'inchiesta "rapida, imparziale, indipendente e approfondita" sulle denunce di abusi, compresi quelli che potrebbero costituire tortura o altri trattamenti crudeli, inumani o degradanti.
Chiede inoltre che i militari presuntamente coinvolti nelle aggressioni vengano sospesi in via cautelare finché i fatti non saranno chiariti e che siano accertate le eventuali responsabilità penali e disciplinari.
L'organizzazione riconosce tuttavia la complessità della situazione affrontata dalle Forze armate e dalle forze di sicurezza dispiegate a Ceuta e ricorda che più di 30 persone migranti sono state arrestate per aggressioni a militari.
Sottolinea però che questa situazione non esonera gli agenti dello Stato dall'obbligo di rispettare la legislazione nazionale e internazionale e i diritti umani.
Euronews ha contattato il Ministero della Difesa per ottenere la sua versione dei fatti, ma per il momento non ha ricevuto commenti in merito.