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Corea del Nord nega accuse sulle mine nella Zona demilitarizzata e minaccia ritorsioni contro Seul

Un posto di guardia militare nordcoreano e uno sudcoreano vicino al confine a Paju, il 29 settembre 2026
Un posto di guardia militare nordcoreano e uno sudcoreano vicino al confine a Paju, 29 settembre 2026. -  Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Gavin Blackburn
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Kim Yo-jong ha respinto le accuse della Corea del Sud sulle mine che hanno ferito tre soldati nella Zona demilitarizzata, definendole "una farsa". La sorella del leader nordcoreano ha minacciato ritorsioni se Seul sparerà contro i militari al confine

La potente sorella del leader nordcoreano Kim Jong-un ha respinto mercoledì le accuse della Corea del Sud secondo cui il Nord avrebbe piazzato le mine che la scorsa settimana hanno ferito tre soldati sudcoreani.

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Kim Yo-jong ha inoltre minacciato ritorsioni se il Sud aprirà il fuoco contro i militari nordcoreani impegnati a fortificare il confine.

L’episodio rischia di alimentare ulteriormente le tensioni tra le due Coree, che non dispongono più di linee dirette militari operative né di altri canali di comunicazione d’emergenza.

Ciò avviene mentre Pyongyang irrigidisce la propria posizione nei confronti di Seul e amplia il proprio programma nucleare militare.

Tre soldati sudcoreani sono rimasti feriti in due esplosioni avvenute il 21 settembre vicino alla linea di demarcazione militare, nel settore occidentale della Zona demilitarizzata, la fascia cuscinetto di confine pesantemente fortificata tra i due Paesi.

La dichiarazione di Kim Yo-jong è arrivata dopo che, lunedì, i militari sudcoreani hanno diffuso una valutazione preliminare secondo cui le esplosioni sarebbero state causate da mine nordcoreane.

La conclusione è stata raggiunta dopo un’ispezione congiunta del sito con il Comando delle Nazioni Unite guidato dagli Stati Uniti.

Uno schermo televisivo mostra un'immagine di Kim Yo-jong durante un telegiornale alla stazione ferroviaria di Seul, 20 febbraio 2023
Uno schermo televisivo mostra un'immagine di Kim Yo-jong durante un telegiornale alla stazione ferroviaria di Seul, 20 febbraio 2023 AP Photo

Kim definisce "una farsa" le accuse di Seul

Kim Yo-jong, considerata la seconda figura più potente a Pyongyang, ha definito la valutazione sudcoreana una "farsa cospiratoria", accusando Seul di avanzare affermazioni infondate per creare un pretesto a nuove provocazioni contro il Nord.

Negli ultimi anni la Corea del Nord ha aggiunto mine, barriere anticarro e altre fortificazioni in prima linea, alimentando nel Sud i timori per la crescente presenza di soldati nordcoreani vicino al confine.

Kim ha criticato il Sud per aver diffuso messaggi e sparato colpi di avvertimento contro i militari nordcoreani impegnati nei lavori di fortificazione in prima linea, insistendo sul fatto che "i nostri soldati non hanno mai attraversato il confine".

"Se i gangster militari sudcoreani apriranno il fuoco sui nostri soldati impegnati nel progetto permanente per il confine meridionale, non con colpi di avvertimento, le nostre unità di frontiera reagiranno con un’immediata e spietata azione di ritorsione", ha dichiarato.

Le recenti esplosioni, avvenute circa 10 metri a sud della linea di demarcazione militare, sono state registrate durante un’operazione per tracciare una rotta di pattugliamento in un’area fittamente vegetata.

Soldati dell'esercito sudcoreano pattugliano lungo il filo spinato vicino al confine con la Corea del Nord, Paju, 29 settembre 2026
Soldati dell'esercito sudcoreano pattugliano lungo il filo spinato vicino al confine con la Corea del Nord, Paju, 29 settembre 2026 AP Photo

Il tracciato doveva consentire future ispezioni con il Comando ONU, dopo che dallo scorso anno la Corea del Sud ha rilevato "cambiamenti del terreno" che potrebbero essere dovuti alla posa di nuove mine da parte del Nord.

La Zona demilitarizzata è una striscia di 248 chilometri e uno dei confini più fortificati al mondo, con una stima di 2 milioni di mine antiuomo, recinzioni di filo spinato, sbarramenti anticarro e truppe da combattimento su entrambi i lati.

Nell’agosto 2015 si è verificata un’altra serie di esplosioni di mine che mutilarono due soldati sudcoreani e fecero impennare le tensioni tra le due Coree.

Le due Coree si scambiarono allora minacce, organizzarono dimostrazioni di forza e ripresero le trasmissioni di propaganda alla frontiera, finché giorni di colloqui maratona non le riportarono indietro dal baratro.

All’epoca la Corea del Nord espresse un vago rammarico per le ferite dei soldati, ma non ha mai riconosciuto chiaramente la propria responsabilità.

Il Comando ONU accusa la Corea del Nord di violare l'armistizio

Il Comando ONU ha dichiarato mercoledì che la Corea del Nord ha violato l’accordo di armistizio che pose fine ai combattimenti della guerra di Corea del 1950-53.

L’accordo vieta a entrambe le parti di compiere qualsiasi atto ostile "all’interno, dalla o contro" la Zona demilitarizzata e proibisce al personale militare o civile di attraversare la linea di demarcazione militare senza l’autorizzazione della commissione di armistizio.

Il Comando ONU ha affermato di affrontare la violazione attraverso i meccanismi già esistenti, senza però fornire ulteriori dettagli.

Kang Hyunwoo, direttore delle operazioni dello Stato maggiore congiunto sudcoreano, ha dichiarato che i militari "esortano con forza" la Corea del Nord a scusarsi per le esplosioni e ad adottare "misure responsabili" per impedirne il ripetersi.

Il ministro della Difesa sudcoreano Kang Shin-chul ha affermato che il Sud prenderà in considerazione "misure corrispondenti" non specificate se un’indagine completa confermerà che il Nord è responsabile.

Risorse addizionali per questo articolo • AP

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