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Grecia, successo per la 19esima edizione di Animasyros: i protagonisti e i premi

19ª edizione di Animasyros
19º Animasyros -  Diritti d'autore  Alexandros Petrakis/www.inbulb.com
Diritti d'autore Alexandros Petrakis/www.inbulb.com
Di Yorgos Mitropoulos
Pubblicato il •Ultimo aggiornamento
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Si è conclusa a Ermoupoli la 19esima edizione di Animasyros, tra i principali festival di animazione in Europa. Tra oltre 280 film da 50 Paesi, il Gran Premio è andato a Please di Anna Mantzaris. In vista del ventennale nasce il centro Animasyros Espace

Ha raggiunto la sua 19esima edizione, il grande festival di animzaione Animasyros, che si svolge a Ermoupoli, a Siro in Grecia.

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Con un programma fittissimo, il più grande Festival internazionale di animazione in Grecia, e uno dei 20 principali del settore in Europa, ha riunito dal 21 al 27 settembre oltre 280 film di autori affermati e nuovi talenti provenienti da 50 diversi Paesi.

Alle 7 sezioni classiche - Internazionale, Studenti, K.ID.S, AnimaPride, Concorso Nazionale, TV & Commissioned Films e Lungometraggi -, per l'edizione di quest’anno si è aggiunto uno speciale focus sull’animazione irlandese, una sezione tematica per i 200 anni di Ermoupoli, laboratori formativi, attività parallele, partnership internazionali e il Market, che è ormai un punto di riferimento per l’intera industria del settore nel Mediterraneo orientale.

Diciannovesima edizione di Animasyros
Diciannovesima edizione di Animasyros Inbulb Photography - Alexandros Petrakis

Vassilis Karamitsanis, presidente del Festival internazionale Animasyros, ha raccontato a Euronews dei successi ottenuti dalla manifestazione e di cosa accadrà il prossimo anno, per il 20esimo anniversario del festival.

"Nei 18-19 anni in cui Animasyros è sulla scena, cioè da quando è stato fondato, ormai nel lontano 2008, credo che sia diventato il principale hub per l’animazione nel Mediterraneo e in Grecia", ha detto Vassilis Karamitsanis.

"Il festival punta molto sulla promozione all’estero del talento greco ed europeo in tutto il mondo e si propone anche di sviluppare e valorizzare nuove tecniche e tecnologie nel campo dell’animazione, che considero la chiave per un futuro sostenibile per l’intero comparto audiovisivo in generale e per l’animazione europea in particolare."

Diciannovesima edizione di Animasyros
Diciannovesima edizione di Animasyros Inbulb Photography - Alexandros Petrakis

"Guardando invece al 2027, quando il Festival festeggerà i 20 anni dalla sua nascita, direi che per prima cosa vogliamo restare un hub sostenibile per l’animazione greca ed europea. In secondo luogo, vogliamo continuare a rinnovarci e a mantenere vivo l’interesse di un pubblico sempre più ampio. E, in terzo luogo, il nostro grande obiettivo, la nostra nuova creatura, è Animasyros Espace."

"Si tratta di un edificio indipendente nel cuore di Ermoupoli, che ospiterà anche funzioni di spazio sociale, così da accogliere la comunità locale. Non riguarderà solo l’audiovisivo, ma la società della città e dell’isola nel suo complesso", ha aggiunto.

"E naturalmente ci saranno anche camere, per poter organizzare residenze artistiche e scambi. Il progetto è sostenuto dagli EEA Grants, di Norvegia, Islanda e Liechtenstein, Paesi donatori che supportano il restauro dell’edificio e l’integrazione di nuove funzioni in questo spazio, Animasyros Espace."

Diciannovesima edizione di Animasyros
Diciannovesima edizione di Animasyros Alexandros Petrakis/www.inbulb.com

Tra le presenze più significative di questa edizione c’è stato il sound designer Olivier Calvert, professionista di fama internazionale e pluripremiato. Con una lunga carriera e collaborazioni con registi e organizzazioni di primo piano, il creatore canadese, con base a Montréal, ha plasmato l’universo sonoro di numerose produzioni di prestigio, tra cui il cortometraggio premiato con l’Oscar The Girl Who Cried Pearls.

Calvert è stato membro del team del suono vincitore dell’Oscar per Arrival di Denis Villeneuve. Al Festival ha tenuto una masterclass dedicata al suono come strumento narrativo decisivo e gli è stata dedicata una retrospettiva con una selezione di suoi film.

"La progettazione del suono definisce l’intera componente sonora di un film, quindi puoi lavorare sull’ambiente acustico. Può essere realistico, con uccelli, rumori del traffico, il mare, le onde. Ma può agire anche a livello subconscio", ha spiegato Calvert.

"Puoi davvero creare tensione in una scena inserendo altri suoni sotto la musica, sotto la voce, oppure togliendo dei suoni. In questo modo generi tensione. È quindi fondamentale, perché il suono è il filtro attraverso cui guardi l’immagine. Ti dà l’emozione con cui osservi quell’immagine".

"C’è un detto che mi piace molto e che è stato il sottotitolo del mio workshop: 'L’immagine è il corpo, ma il suono è l’anima'."

Olivier Calvert
Olivier Calvert Euronews

"Per me il suono racchiude tutte le emozioni del film. È l’insieme dei suoni, non solo la musica. In un certo senso tutti i suoni sono musica, quindi contribuiscono al sentimento complessivo dell’opera", ha aggiunto.

"C’è una grande differenza tra i film di finzione e i film d’animazione. Nei film dal vivo, per prima cosa crei un suono per un ambiente naturale. Nell’animazione, invece, tutto è costruito, è un mondo completamente nuovo: perché il suono dovrebbe essere naturale, autentico?"

"In un film d’animazione non abbiamo bisogno che il suono sia realistico. Possiamo quindi creare un mondo totalmente diverso, un mondo unico. Un nuovo universo da esplorare, tanto nelle immagini quanto nel suono".

"A volte vengo coinvolto molto presto nel processo creativo, soprattutto con i registi con cui ho già lavorato. Ormai mi chiamano nelle prime fasi, perché possiamo modellare il film usando il suono come strumento di narrazione", ha detto Calvert.

"Puoi raccontare una storia solo con le immagini e puoi raccontarla solo con i suoni. La sfida è costruire un racconto attraverso la collaborazione tra immagini e suono. In questo modo posso aiutare il regista a ottenere questo risultato. Sono una sorta di direttore artistico del suono."

"Mi permetto di assumere anche il ruolo di consulente. Appena vengo ingaggiato per un film, iniziamo a discutere le idee intorno al progetto. E lavoriamo insieme al compositore. Io non sono un compositore, per questo collaboro sempre con un’altra figura per la parte sonora, che è appunto il compositore".

"Questo trio, composto daegista, compositore e sound designer, è molto importante. Per me la colonna sonora del film è un tutt’uno: da un lato c’è la musica, dall’altro gli effetti sonori. Tutto deve funzionare insieme, quindi si tratta di una grande collaborazione fra regista, compositore e progettista del suono. Sì, c’è una forte sinergia tra i tre."

Il Festival di quest’anno si è aperto con la prima nazionale in Grecia di Decorado, film dello spagnolo Alberto Vázquez, premiato con il Goya, sostenuta dall’Ambasciata di Spagna in Grecia e dall’Istituto Cervantes.

L’opera, insignita del premio Paul Grimault all’ultima edizione del festival di Annecy, richiama The Truman Show in versione animata.

È una dark comedy esistenziale sul paradosso della vita contemporanea e sul controllo che si cerca di esercitare su di noi, caratterizzata dallo stile visivo macabro del regista, che combina innocenza e humour nero con una realtà contemporanea distopica.

"Decorado, il film che abbiamo presentato qui ad Animasyros, è una parabola oscura sulla nostra società e sul modo in cui ciascuno di noi sente al suo interno", ha detto José Luis Ágreda, direttore creativo del film, presente a Ermoupoli.

"Il film parla anche del modo in cui la società, e in particolare le aziende, cercano di disumanizzare le persone".

"La storia segue un uomo senza lavoro, che trova tutto intorno a sé strano. Non percepisce ciò che vede come reale, perché non ha nulla a che fare con lui".

"C’è humour e ci sono questi buffi personaggi animali. Ma quando lo spettatore entra nel mondo del film, capisce che si tratta di una distopia, di un universo che diventa sempre più cupo. E comprende che lo riguarda, perché riflette il mondo di oggi. Era il nostro modo per spingere il pubblico a interrogarsi su ciò che accade attorno a noi", ha aggiunto.

José Luis Ágreda
José Luis Ágreda Euronews

"Lo stile di animazione che utilizziamo rimanda molto ai classici cartoon della Disney, intendo i classici animati americani. Ma li tingiamo con un tocco diverso, in modo che il pubblico non li riconosca subito e allo stesso tempo percepisca che c’è qualcosa di strano", ha spiegato.

"È come se avessimo un mondo molto felice, come la società che cercano di venderci, ma dentro c’è qualcosa di marcio. Cerchiamo quindi di lavorare con questi personaggi e con questo tipo di ambiente, introducendo colori insoliti, combinazioni cromatiche inusuali. Così, alla fine, lo spettatore si rende conto: 'Va bene, questo è un incubo, non è un sogno'".

"Ciò che accade al protagonista, Arnold, è molto simile a quello che viviamo sui social media. Hai la sensazione di essere al centro dell’attenzione e di tutto, ma non è così. Tutto intorno a te è costruito, falso, non autentico".

"Questo perché viviamo in una società che si concentra sull’apparire e non sull’essere. È l’idea alla base del nostro film: siamo su un palcoscenico, su un set, dove recitiamo un ruolo ignorando ciò che accade davvero attorno a noi".

"Non ci rendiamo conto che tutto è costruito. Ci viene così data l’impressione che tutto sia perfetto. Il risultato? Finisci per non occuparti dei grandi problemi della nostra società."

I PREMI

Il Gran Premio della sezione internazionale in concorso della 19esima edizione di Animasyros è stato assegnato al film "Please" di Anna Mantzaris, mentre il premio del Concorso greco è andato a Konstantinos Demis per "The Dog".

Nella sezione Studenti, il premio è stato assegnato a Gauze, un film sulla Palestina realizzato da un gruppo di cinque studenti della scuola GOBELINS Paris, Noran Fikri Alezabi, Nicholas Arujah, Xinyue Ma, Yulin YUE e Xiaonan Zhou.

Nella categoria Televisione e Commissioned Films il premio è andato a Saltwater di Eilidh Nicoll, dalla Gran Bretagna.

La sezione competitiva Animapride comprende film con contenuti LGBTQI+ e valorizza la creatività, l’espressione queer e l’accettazione. La giuria ha assegnato il premio al film Eyeliner di Aisha Boujilouli.

Il primo premio nella categoria K.ID.S è stato vinto da The Eagle and the Kinglet di Paul Jadoul, dalla Repubblica Ceca.

Il Premio del pubblico di Animasyros 2026 è andato al film Unstoppable di Martin Lund, un’avventura anticonvenzionale piena di humour ed emozione.

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