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Incendi devastano l'Europa, migliaia di persone costrette a lasciare le loro case

Un incendio boschivo si avvicina a una spiaggia sulla costa adriatica vicino a Omis, nel sud della Croazia, nella mattina di venerdì 14 agosto 2026.
Un incendio boschivo si avvicina a una spiaggia sulla costa adriatica vicino a Omis, nella Croazia meridionale, nelle prime ore di venerdì 14 agosto 2026. Diritti d'autore  (AP Photo/Tom Dubravec)
Diritti d'autore  (AP Photo/Tom Dubravec)
Di Lucy Davalou Agenzie: AFP
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato sabato pomeriggio che l’Europa è in "massima allerta incendi" e che la pressione sui Paesi dell’Europa orientale è in aumento

L'Europa continua a bruciare. Incendi alimentati da caldo estremo, siccità e forti venti stanno mettendo sotto pressione i sistemi di emergenza in diversi Paesi, dalla Francia alla Spagna, dalla Grecia ai Balcani. Migliaia di persone sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni e l'Unione europea ha innalzato l'attenzione sul rischio incendi.

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La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha parlato sabato di "massima allerta incendi boschivi", spiegando che la pressione sta aumentando soprattutto sui Paesi dell'Europa orientale. I satelliti Copernicus stanno già fornendo supporto alle operazioni di mappatura in Spagna, Albania, Grecia, Francia, Germania e Serbia, mentre il Meccanismo europeo di protezione civile è pronto a intervenire su richiesta degli Stati.

Francia, il fronte nelle Landes continua ad avanzare

La situazione resta particolarmente critica nel sud-ovest della Francia, dove il nuovo incendio scoppiato giovedì nei pressi di Luglon, nel dipartimento delle Landes, ha già interessato circa 1.580 ettari.

Le fiamme sono considerate ancora "particolarmente attive" a sud-est di Luglon, verso Garein. Le autorità hanno disposto nuove evacuazioni e circa 550 vigili del fuoco sono impegnati nelle operazioni, affiancati dai mezzi aerei.

Il rogo arriva dopo una stagione eccezionale per la Francia. Nel sud-ovest del Paese si sono già verificati incendi di dimensioni enormi, compreso quello nella Gironda che ha interessato decine di migliaia di ettari. Le autorità francesi hanno inoltre segnalato centinaia di arresti dall'inizio dell'estate per sospetti legati all'origine di incendi.

I camion dei vigili del fuoco sono avvolti dal fumo di un incendio boschivo vicino alla frazione di Großhau, nel comune di Hürtgenwald, in Germania, in un'area di sosta, venerdì 14 agosto 2026.
I camion dei vigili del fuoco sono avvolti dal fumo di un incendio boschivo vicino alla frazione di Großhau, nel comune di Hürtgenwald, in Germania, in un'area di sosta, venerdì 14 agosto 2026. (Georg Hilgemann/dpa via AP)

Germania, evacuazioni nell'area dell'Eifel

Anche la Germania è alle prese con un vasto incendio nell'area della foresta di Hürtgen, in Nord Reno-Westfalia. Il rogo ha minacciato il centro abitato di Gey, costringendo all'evacuazione di oltre 2.000 persone secondo gli ultimi aggiornamenti.

La situazione è successivamente migliorata: le autorità hanno comunicato che l'incendio è stato portato sotto controllo, anche se gli ordini di evacuazione sono rimasti in vigore mentre veniva valutata la sicurezza dell'area. Le operazioni sono state rese più complesse dalla presenza di ordigni inesplosi risalenti alla Seconda guerra mondiale.

Spagna, incendi e migliaia di persone evacuate

La Spagna continua a essere uno dei Paesi più colpiti. In Aragona un vasto incendio ha già devastato migliaia di ettari e costretto all'evacuazione di numerosi centri abitati. La situazione ha raggiunto anche il patrimonio storico: le autorità hanno trasferito per precauzione i resti di tre re dell'Aragona dell'XI secolo custoditi nel monastero di San Juan de la Peña, minacciato dalle fiamme.

Ancora più esteso il fronte nella provincia di Huelva, nel sud del Paese, dove nei giorni scorsi il fuoco aveva già interessato circa 31.000 ettari, costringendo circa 700 persone a lasciare le proprie case.

Il bilancio della stagione degli incendi spagnola è particolarmente pesante: secondo dati citati da Reuters, dall'inizio dell'anno erano già bruciati oltre 244.000 ettari in circa 400 incendi, circa sei volte la superficie interessata nello stesso periodo del 2025.

La luce filtra attraverso una foresta bruciata vicino ad Ares, durante gli incendi nel sud-ovest della Francia, giovedì 30 luglio 2026.
La luce filtra attraverso una foresta bruciata vicino ad Ares, durante gli incendi nel sud-ovest della Francia, giovedì 30 luglio 2026. AP Photo /Baz Ratner

Grecia, il vento alimenta il rischio

Massima attenzione anche in Grecia, dove i forti venti continuano a rendere instabile la situazione. Nei giorni scorsi, sulla penisola di Halkidiki, oltre 300 residenti e turisti sono stati evacuati via mare mentre le fiamme si avvicinavano alla località balneare di Siviri.

Il Paese sta affrontando una fase particolarmente delicata, con decine di incendi segnalati in poche ore e condizioni meteorologiche che possono favorire una rapida propagazione delle fiamme.

Balcani sotto pressione

L'emergenza riguarda anche l'Europa sud-orientale. In Croazia, dopo il violento incendio che ha colpito l'area di Omiš, sulla costa dalmata, le squadre di emergenza sono state impegnate su altri fronti, compreso quello nella penisola di Pelješac. Il rogo vicino a Omiš ha costretto circa 1.000 persone a evacuare e ha provocato decine di feriti.

In Serbia, invece, continua la lotta contro numerosi incendi. Particolarmente colpita è la riserva naturale di Deliblatska Peščara, dove il fronte attivo ha interessato circa 20 chilometri quadrati secondo gli ultimi aggiornamenti disponibili.

Copernicus monitora l'emergenza

A preoccupare non è soltanto il numero degli incendi, ma anche le condizioni che li favoriscono. Il servizio europeo Copernicus ha segnalato condizioni di rischio "molto estremo" per gli incendi in una vasta area dell'Europa centrale e orientale, con altre zone a rischio nel Regno Unito, in Irlanda, nel nord della Francia e nella Svezia meridionale.

Il quadro è quello di un continente alle prese con temperature eccezionalmente elevate e terreni sempre più secchi. Una combinazione che rende più probabile l'innesco degli incendi e, soprattutto, ne facilita la propagazione, mettendo sotto pressione vigili del fuoco, protezione civile e mezzi aerei.

Per Bruxelles, dunque, l'estate degli incendi non è più una somma di emergenze locali: è una crisi che attraversa gran parte dell'Europa e che richiede un coordinamento sempre più stretto tra i Paesi.

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