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Qatargate, la giustizia belga emette un mandato di arresto per Dimitris Avramopoulos

Foto d'archivio
Foto d'archivio Diritti d'autore  Sakis Mitrolidis/European Union 2019
Diritti d'autore Sakis Mitrolidis/European Union 2019
Di Georgios Aivaliotis & Euronews
Pubblicato il
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La giustizia belga emette un mandato di arresto per l’ex commissario europeo Dimitris Avramopoulos nell’inchiesta Qatargate. Coinvolgimento in una ONG legata a Antonio Panzeri e difesa dell’ex commissario sulle somme dichiarate

La giustizia belga ha emesso un mandato di arresto nei confronti dell’ex commissario europeo Dimitris Avramopoulos, nell’ambito dell’inchiesta sul caso Qatargate.

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L’indagine si inserisce nel più ampio scandalo che ha già coinvolto diversi esponenti politici europei, tra cui l’ex eurodeputato Antonio Panzeri e l’ex vicepresidente del Parlamento europeo Eva Kaili, già finiti al centro di procedimenti giudiziari e detenzioni preventive.

Secondo quanto emerso, Avramopoulos aveva preso parte a un’organizzazione non governativa fondata da Panzeri. Le autorità belghe ritengono che i fondi ricevuti possano essere riconducibili a una “rete criminale”, mentre l’ex commissario respinge questa ricostruzione.

Avramopoulos ha sottolineato di aver sempre dichiarato le somme percepite nella propria dichiarazione patrimoniale greca “πόθεν έσχες”, affermando che il compenso era stato regolarmente autorizzato dalla Commissione europea e sottoposto al parere del comitato etico indipendente.

In particolare, l’ex commissario sostiene che la sua partecipazione all’ONG fosse esclusivamente onorifica, senza poteri esecutivi o gestionali. Nel comitato figuravano anche diverse personalità internazionali, tra cui Federica Mogherini, l’ex premier francese Bernard Cazeneuve e la senatrice italiana Emma Bonino.

Il compenso previsto, pari a circa 5.000 euro mensili per il periodo febbraio 2021–febbraio 2022, sarebbe stato dichiarato e tassato in Grecia. L’ex commissario ha inoltre dichiarato di aver interrotto la collaborazione e rassegnato le dimissioni non appena emersi i primi sviluppi dell’inchiesta.

Sul piano procedurale, le autorità belghe hanno già informato quelle greche, trasmettendo la documentazione relativa al mandato. La pratica seguirà l’iter giudiziario previsto, passando dalla Procura della Corte d’appello di Atene alla Procura della Corte di Cassazione, fino al coinvolgimento del Ministero della Giustizia e del Parlamento ellenico per le eventuali decisioni sull’immunità.

Lo stesso Avramopoulos ha chiesto la revoca della propria immunità parlamentare per poter testimoniare davanti alla magistratura belga. Fonti giudiziarie riferiscono inoltre che l’ex commissario si sarebbe già presentato alla Procura d’appello di Atene per gli adempimenti preliminari legati al procedimento.

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