All'Arabian Travel Market di Dubai si è parlato soprattutto delle turbolenze di quest'anno, ma anche della ripresa, con nuove tendenze e prodotti che plasmano il futuro del settore.
Non c'è dubbio: è stato un anno difficile per il settore turistico, soprattutto in Medio Oriente, dove i conflitti regionali e gli effetti a catena hanno messo in crisi gli spostamenti.
Nonostante il 2025 sia stato un anno da record per il turismo globale, nel 2026 la situazione geopolitica ha penalizzato i viaggi verso Medio Oriente e Golfo, con un forte calo di arrivi, capacità aerea e prenotazioni alberghiere.
Anche se gran parte delle conversazioni ai margini di Arabian Travel Market (ATM) a Dubai si è concentrata sulle pesanti interruzioni di quest'anno, non sono mancati segnali di ripresa del settore.
Presentato questa settimana, l'ATM Travel Trends Report 2026 indica che entro il 2027 i viaggi internazionali nell'area Medio Oriente, Nord Africa e Asia meridionale (MENASA) dovrebbero rimbalzare del 17%, "oltre il doppio del tasso di crescita globale previsto, pari all'8%", secondo Tourism Economics, che ha realizzato il rapporto.
Inoltre si prevede che la spesa dei visitatori internazionali in Medio Oriente aumenterà di 116 miliardi di dollari (100,58 miliardi di euro), pari al 57%, tra il 2025 e il 2030.
Intervenendo a ATM Dubai (fonte in inglese), Dave Goodger, Managing Director EMEA di Tourism Economics, si è detto "ottimista" sulle previsioni.
"Nei prossimi cinque anni vediamo i viaggi crescere su basi strutturali, non solo come rimbalzo ciclico", ha spiegato. "I viaggi internazionali non sono mai stati così importanti. Quest'anno è segnato da un contesto economico e geopolitico incerto, ma i consumatori considerano il viaggio essenziale."
Mentre il settore guarda alla ripresa e al lungo periodo, stanno emergendo numerose tendenze che potrebbero plasmare la prossima era del turismo.
Dal fenomeno della "premiumisation" dei viaggi e dalla crescita delle destinazioni meno conosciute fino all'uso dell'IA per cercare e organizzare le vacanze, analizziamo le principali conclusioni del report (fonte in inglese) e alcuni dei temi più discussi questa settimana ad ATM Dubai.
La "premiumisation" dei viaggi
Il lusso resta una componente importante del mercato dei viaggi, soprattutto in Medio Oriente e nel Golfo, dove, ha spiegato Goodger, quasi l'80% dei potenziali visitatori dà priorità al lusso quando viaggia. Ma la "premiumisation" va oltre i tradizionali hotel a cinque stelle.
I viaggiatori sono sempre più disposti a spendere di più per alcuni elementi della vacanza che per loro contano davvero, dalle cabine di volo più confortevoli alle attività memorabili.
"Le persone desiderano queste esperienze di lusso, vogliono esperienze premium, ma risparmiano dove possono", ha aggiunto Goodger. Il rapporto rileva anche che il 35% dei viaggiatori è più interessato alle esperienze premium rispetto a due anni fa.
La caccia al valore e i viaggi attenti al prezzo
La ricerca del miglior rapporto qualità-prezzo procede di pari passo con la premiumisation, invece di sostituirla. In un'intervista separata con Euronews Travel, Goodger ha spiegato che una maggiore attenzione ai prezzi è una "sfida globale", evidente in Europa, Nord America, Cina e in altri mercati asiatici.
"Le persone sono attente al prezzo, cercano valore, ma cercano soprattutto esperienze di valore", ha detto. Questo può significare spendere meno per l'alloggio per poter investire nelle esperienze che hanno motivato il viaggio fin dall'inizio.
"Non dicono semplicemente... 'Cercherò il pacchetto vacanze più economico possibile'", ha precisato Goodger. "Dicono: 'Abbasserò il livello dell'hotel, ma voglio comunque vivere quell'esperienza che ho programmato di fare mentre sono lì'."
La crescita delle destinazioni meno conosciute
Tra i viaggiatori intervistati, il 56% è più interessato a esplorare nuove destinazioni rispetto a due anni fa. La quota sale al 68% tra i potenziali visitatori dell'area MENASA.
Questo crea opportunità per città e regioni secondarie lontane dalle mete turistiche più affermate, ma non significa che Parigi, Londra e gli altri giganti del turismo stiano perdendo fascino.
Secondo Goodger, chi viaggia all'estero per la prima volta vuole ancora "mettersi davanti alla Torre Eiffel" o "vedere Buckingham Palace", mentre chi torna più volte tende a spingersi sempre più lontano.
"Sono loro che scelgono le nuove destinazioni, le nuove regioni, le mete secondarie", ha raccontato a Euronews Travel.
Viaggi guidati dall'esperienza
I viaggiatori scelgono sempre più spesso prima un'esperienza o una passione e costruiscono il viaggio attorno a quella.
La cultura e le esperienze autentiche figurano tra le priorità evidenziate da Tourism Economics, mentre cresce l'interesse per attività, gastronomia e sport.
"Le persone cercano esperienze", ha ribadito Goodger ad ATM. "Vogliono nuove esperienze. Vogliono esperienze culturali."
Overtourism e scelta dei periodi di viaggio
Il turismo di massa comincia a influenzare anche le scelte di viaggio. La ricerca di Tourism Economics mostra che tre viaggiatori su dieci evitano attivamente alcune destinazioni per timore del sovraffollamento.
Goodger ha spiegato a Euronews Travel che l'overtourism resta particolarmente rilevante in Europa, anche se il progressivo allontanamento dalle mete più affollate è ancora "molto sottile".
Una tendenza emergente è viaggiare fuori dai mesi più trafficati. "Stiamo assistendo a un certo appiattimento della stagionalità", ha sottolineato. "Le persone guardano ai periodi fuori alta stagione, per poter vivere l'esperienza senza la folla."
Questo potrebbe favorire le destinazioni che cercano di distribuire i visitatori in modo più uniforme durante l'anno, oltre ai luoghi meno conosciuti che vogliono intercettare i flussi in fuga dalle mete sovraffollate.
Turismo legato agli eventi
I viaggiatori attraversano sempre più spesso le frontiere con l'obiettivo preciso di partecipare a eventi, alimentando ulteriormente la crescita del turismo sportivo e musicale. Tre viaggiatori su dieci intervistati hanno dichiarato di essere più interessati ai viaggi legati a eventi rispetto a due anni fa.
Goodger ha indicato "eventi sportivi, culturali e religiosi" come motori di viaggio sempre più forti, in particolare in Medio Oriente.
Gli eventi business sono altrettanto importanti: la partecipazione ai congressi associativi in Medio Oriente è quasi raddoppiata nell'ultimo decennio.
L'IA per scoprire e pianificare i viaggi
Forse il cambiamento più radicale nel modo in cui i viaggiatori scoprono e organizzano il prossimo viaggio è il crescente uso dell'IA. Goodger ha spiegato che chi è interessato a visitare il Medio Oriente è particolarmente "tecnologicamente avanzato", con chatbot basati sull'IA che già svolgono un ruolo significativo nella pianificazione.
Secondo il rapporto, il 28% dei potenziali visitatori del Medio Oriente ha già utilizzato un chatbot di intelligenza artificiale per pianificare un viaggio, contro il 12% dei viaggiatori interessati ad altre regioni.
L'IA può inoltre contribuire a far emergere destinazioni meno conosciute, man mano che i viaggiatori si allontanano dalle tradizionali ricerche per parola chiave e si orientano verso domande più conversazionali basate sul tipo di vacanza desiderato.
Per le destinazioni, ha osservato Goodger, questo significa essere visibili in un panorama della scoperta in rapido cambiamento. "È assolutamente cruciale che le destinazioni possano essere trovate attraverso queste diverse piattaforme".