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Sardegna, 15 borghi da rilanciare con un piano da 38 milioni per turismo e spopolamento

Vita lenta in un borgo sul mare: la Sardegna punta a rilanciarsi come meta aperta agli affari tutto l’anno
Vita lenta di paese sul mare: la Sardegna vuole rilanciarsi come meta aperta tutto l'anno Diritti d'autore  Photo by Laura Lugaresi on Unsplash
Diritti d'autore Photo by Laura Lugaresi on Unsplash
Di Fakhriya M. Suleiman
Pubblicato il
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Il progetto punta a valorizzare il turismo rurale unico dell’isola e a creare nuove opportunità di lavoro per la popolazione locale.

Vi alletta l'idea di trasferirvi su un'isola del Mediterraneo, dove piatti di gnocchetti sardi e specialità come la bottarga, uova di pesce essiccate, fanno parte della vita di tutti i giorni? Se avete pensato subito alla Sardegna, forse vale la pena continuare a leggere.

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Sardegna sta cercando di contrastare la tendenza allo spopolamento e di incoraggiare nuovi residenti, secondo il suo Consiglio regionale (fonte in inglese). Mentre la Regione autonoma punta a rilanciarsi, 15 dei suoi borghi certificati riceveranno fondi da un plafond di 38 milioni di euro, nell'ambito di un protocollo d'intesa intitolato "Turismo nei borghi". ​​

Dal fascino costiero di Bosa alle pittoresche strade di Castelsardo, tra le destinazioni selezionate figurano anche Aggius, Atzara, Carloforte, Galtellì, Gavoi, Laconi, La Maddalena, Lollove (Nuoro), Oliena, Posada, Sadali, Sardara e Tempio Pausania, con ciascun borgo destinato a ricevere 2,5 milioni di euro.

L'accordo, firmato da Franco Cuccureddu, assessore regionale al Turismo, Artigianato e Commercio della Sardegna, e dai sindaci dei 15 borghi, apre la strada alla promozione dell'originale formula isolana di turismo nei borghi e di ritmi di vita più lenti, che includono le reti di sentieri per il trekking e le passeggiate e la cucina locale.

"Questo protocollo, che prevede 38 milioni di euro di fondi del Fondo Sviluppo e Coesione da ripartire equamente tra i 15 comuni, consente finalmente alla Sardegna di entrare a pieno titolo e posizionarsi nel mercato del turismo dei borghi, un segmento in forte crescita in Europa e, direi, a livello globale", ha dichiarato Cuccureddu.

"Sostiene inoltre le due strategie chiave che la Regione Sardegna sta portando avanti: la decentralizzazione, pensata per alleggerire la pressione sulle aree costiere, che rappresentano circa 70 dei 377 comuni dell'isola, e il contrasto alla stagionalità, promuovendo un prodotto turistico fruibile tutto l'anno."

Il progetto punta anche a migliorare accessibilità e accoglienza, oltre a creare nuove opportunità di lavoro.

Quasi un terzo delle case in Sardegna è vuoto

Con una costa che si estende per quasi 2.000 chilometri, la Sardegna conta poco più di un milione di unità abitative. Quasi un terzo – 319.211 immobili – risulta vuoto, ha riportato l'Agenzia ANSA (fonte in inglese), citando i dati dell'Associazione italiana gestori affitti brevi (Aigab). La ricerca ha rilevato anche che circa il 3,5% delle abitazioni dell'isola è destinato agli affitti brevi.

Tuttavia, questa tendenza varia in base alla zona.

Le aree urbanizzate, tra cui Cagliari, Olbia e Alghero, registrano alti livelli di occupazione residenziale, a differenza delle destinazioni più esclusive, come Arzachena, La Maddalena, Palau e Santa Teresa Gallura, dove è maggiore il numero di case vuote. In entrambe le categorie, però, le abitazioni destinate agli affitti brevi restano al di sotto delle medie regionale e nazionale.

Questi livelli crollano ulteriormente in zone come San Teodoro, Budoni, Villasimius e Stintino, caratterizzate da un'elevata quota di case non occupate e da una bassa residenzialità stabile.

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