Secchezza o sensazione di sabbia dopo l’eclissi può essere un fastidio passeggero, ma una macchia al centro della vista può indicare una lesione alla retina. Un’esperta spiega come riconoscere i sintomi e quando rivolgersi allo specialista.
Milioni di persone hanno appena osservato lo storico eclissi solare, il primo visibile dalla Penisola Iberica dal 1912, e non è escluso che alcune abbiano rivolto per errore lo sguardo verso il Sole senza la protezione adeguata.
Bisogna preoccuparsi se dopo l’eclissi gli occhi bruciano? E se compare una piccola macchia al centro del campo visivo? Gli specialisti avvertono che non tutti i sintomi hanno lo stesso peso e che i segnali di una lesione grave possono non comparire subito.
"Ci sono due aspetti che dobbiamo distinguere", spiega a Euronews la dottoressa Laura Sararols, responsabile dell’Unità di Retina dell’Ospedale Generale di Granollers e capo servizio di OMIQ all’Ospedale Universitari General de Catalunya.
Da un lato, trascorrere molto tempo a osservare l’eclissi fissandola, anche usando correttamente gli occhiali protettivi, può farci sbattere meno le palpebre e provocare secchezza oculare, sensazione di sabbia o di corpo estraneo e altri fastidi temporanei.
"Si tratta di un disturbo del tutto irrilevante", rassicura Sararols. È un fenomeno simile a quello che può comparire dopo molte ore passate concentrati davanti a uno schermo e, spiega la specialista, di solito scompare in poche ore e si può alleviare con lacrime artificiali.
Ben diversa è la retinopatia solare, o maculopatia solare, una lesione provocata dall’esposizione diretta alle radiazioni solari che interessa la retina e può danneggiare in modo particolare la macula, l’area responsabile della visione centrale.
E c’è una difficoltà in più: quando la lesione si produce, potrebbe non dare alcun dolore. "Nel momento in cui stai guardando la luce non avverti nulla. Non c’è dolore, non hai nessuna sensazione", spiega Sararols.
Il campanello d’allarme: una macchia al centro della visione
Il sintomo cui prestare particolare attenzione dopo l’eclissi è una alterazione della visione centrale, spiega Sararols. "Il paziente può notare che nella zona centrale compare una sorta di area nera, una parte che non mette a fuoco oppure una zona grigiastra che resta sempre nello stesso punto".
Può comparire anche visione offuscata. La Direzione dell’Assistenza Sanitaria di Soria, che dipende dalla Junta de Castilla y León, tra i segnali di allarme indica le macchie scure al centro della visione, le immagini distorte e la difficoltà a distinguere i colori.
La differenza rispetto ai disturbi lievi è quindi significativa. La sensazione di sabbia, secchezza o corpo estraneo può dipendere semplicemente dal fatto di aver tenuto lo sguardo fisso e di aver sbattuto meno le palpebre. Una macchia persistente al centro della visione o un’alterazione di ciò che vediamo richiede invece molta più attenzione.
I sintomi possono comparire uno o due giorni dopo
Sentirsi perfettamente bene subito dopo l’eclissi non permette comunque di escludere del tutto una lesione. Secondo Sararols, i sintomi di una maculopatia solare non necessariamente compaiono nelle ore immediatamente successive all’esposizione.
"A volte non è nelle ore seguenti, ma può essere il giorno dopo o due giorni dopo", sottolinea. Per questo motivo, chi ha guardato direttamente il Sole senza la protezione adeguata dovrebbe restare attento a qualsiasi cambiamento della propria visione nei giorni successivi.
La specialista insiste in particolare sui bambini. Se un minore inizia a lamentare problemi di vista dopo l’eclissi, i genitori dovrebbero prendere in considerazione la possibilità che abbia guardato direttamente il Sole, anche se il bambino non lo ammette.
"I bambini non ci diranno che hanno guardato l’eclissi e che hanno fatto ciò che era stato loro vietato", avverte Sararols. In presenza di sintomi, raccomanda di rivolgersi a uno specialista per verificare se esiste una lesione.
Quanti secondi bastano per danneggiare la retina?
Non è necessario osservare il Sole per minuti per esporsi al rischio. Alla domanda se pochi secondi di osservazione diretta possano essere sufficienti a provocare danni, Sararols risponde di sì.
La radiazione può provocare una lesione fototossica nella fovea, situata al centro della macula. Per questo gli specialisti, nei giorni che hanno preceduto l’eclissi, hanno insistito sulla necessità di utilizzare occhiali specificamente omologati per l’osservazione solare.
Uno dei momenti di maggior rischio si è verificato immediatamente prima e dopo la totalità. Nel breve intervallo in cui il disco solare era completamente coperto dalla Luna era possibile osservare il fenomeno direttamente, ma la ricomparsa della luce solare imponeva di tornare subito a usare la protezione.
Sararols spiega che proprio quella transizione poteva favorire esposizioni accidentali tra chi si era tolto gli occhiali durante la totalità e ha continuato a guardare quando il Sole è ricomparso. "Subito si torna a vedere di nuovo la luce del Sole e quello è il momento di maggior rischio", afferma.
Ho filmato l’eclissi con il cellulare: posso essermi danneggiato gli occhi?
Aver filmato l’eclissi con il telefono non significa di per sé che si sia verificato un danno agli occhi. La chiave sta nel capire se, mentre si posizionava il dispositivo, lo si metteva a fuoco o si registrava, la persona ha rivolto anche lo sguardo direttamente verso il Sole senza la protezione adeguata.
Sararols stabilisce una distinzione importante: guardare l’eclissi solo attraverso lo schermo del telefono non comporta la stessa esposizione per gli occhi rispetto a osservare direttamente il Sole. "Se lasci il cellulare fermo in una posizione, premi registra e poi guardi lo schermo, non succede nulla", spiega la specialista.
Il rischio stava nel sollevare lo sguardo dallo schermo e osservare direttamente il Sole mentre si preparava o si effettuava la registrazione. Chi ha usato il cellulare durante l’eclissi dovrebbe quindi chiedersi se in qualche momento ha guardato direttamente il Sole senza protezione, più che preoccuparsi per il fatto di averlo filmato.
Diverso è il caso di chi ha osservato l’eclissi attraverso binocoli, telescopi o fotocamere con mirino ottico privi di adeguati filtri solari, perché questi strumenti concentrano la radiazione e possono aumentare considerevolmente il rischio di lesioni oculari.
Cosa fare se compare una macchia o la vista è offuscata?
Se dopo l’eclissi compare una macchia nera o grigiastra al centro della visione, un’area che non riusciamo a mettere a fuoco, visione sfocata o qualunque altra alterazione visiva persistente, la raccomandazione è di rivolgersi a un oculista. Al momento non esiste un trattamento la cui efficacia sia dimostrata per invertire la retinopatia solare, spiega Sararols.
"Di solito si prescrivono corticoidi, ma non è stato dimostrato che siano efficaci. In realtà non c’è alcun trattamento che funzioni per risolvere questo problema", sottolinea. L’assenza di una terapia specifica, tuttavia, non significa che non sia necessario andare dal medico.
L’oftalmologo può esaminare e documentare la lesione e seguirne l’evoluzione. Alcuni pazienti sperimentano una parziale guarigione spontanea man mano che determinati fotorecettori si riprendono, mentre in altri casi possono rimanere esiti permanenti.
Per questo, una volta conclusa l’eclissi, Sararols lascia due indicazioni molto chiare: non allarmarsi per una semplice sensazione passeggera di secchezza oculare, ma nemmeno ignorare un’alterazione persistente della visione centrale.