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Afflusso migranti Ceuta: secondo delegato Madrid nessun avviso da capo gabinetto, Sanz smentisce e si dimette

Il delegato del governo a Ceuta si dimette, 11 settembre 2026
Si dimette il delegato del Governo a Ceuta, 11 settembre 2026 Diritti d'autore  Captura 'RTVE'
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Di Jesús Maturana
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Gonzalo Sanz, capo di gabinetto del delegato del governo spagnolo a Ceuta, si è dimesso. Afferma di avere inoltrato a Miguel Ángel Pérez Triano l’allerta del CNI su un ingresso massiccio di migranti il 29 luglio, circostanza che il delegato dice di ignorare

L'ormai ex capo di gabinetto del delegato del governo spagnolo a Ceuta, Gonzalo Sanz, ha presentato le sue dimissioni nella città autonoma, sebbene non siano ancora state confermate da fonti ufficiali della delegazione del governo.

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Sanz afferma di aver ricevuto l'avviso dal Centro nazionale di intelligence spagnolo (CNI) il 29 luglio, in cui si segnalavano i messaggi che circolavano sui social tra gruppi con 180mila partecipanti, un giorno prima dell'ingresso di migliaia di migranti dal Marocco.

Delegato governo spagnolo dice di non aver ricevuto avviso CNI da Sanz, l'ex capo di gabinetto: "Incompatibilità" tra le due versioni

Secondo la versione di Sanz, quello stesso giorno trasmise queste informazioni al delegato del governo, Miguel Ángel Pérez Triano. L'ex capo di gabinetto ha affermato che esiste un'evidente "incompatibilità" tra questa affermazione e le diverse dichiarazioni che il delegato ha rilasciato a vari media, nelle quali assicurava di non aver avuto notizia dell'avviso fino a quando l'Esecutivo non ha desecretato i rapporti sulla crisi migratoria.

Pur avendo fatto questo passo, l'ormai ex capo di gabinetto ha voluto chiarire che la sua decisione non risponde ad alcuna "acritudine" nei confronti del delegato, poiché, a suo dire, dalla Delegazione del Governo si è lavorato "con grande impegno" per ottenere risposte dal Governo centrale fin dal primo momento. Aggiunge che esistono rapporti che attestano il lavoro di allerta svolto nei confronti dei diversi ministeri ed esprime il suo auspicio che Ceuta "ritrovi quanto prima la normalità" di cui ha bisogno.

I rapporti desecretati dell'intelligence su afflusso migranti a Ceuta mettono in discussione la versione di Madrid

Le dimissioni arrivano solo due giorni dopo la pubblicazione, da parte del governo spagnolo, di 40 rapporti desecretati in cui figurano comunicazioni del CNI con la delegazione del Governo e la Guardia Civil.

In quei messaggi, inviati via WhatsApp, un agente dei servizi di intelligence esprimeva la sua preoccupazione per le convocazioni individuate sui social per il giorno successivo, il 30 luglio, e per la possibilità di un "assalto" "via mare e via terra" alla città autonoma.

Il testo dell'avviso, così come è stato reso noto, diceva letteralmente che sui social c'era un appello a un assalto via terra, superando la recinzione, e via mare, approfittando della festa del Trono, quando le forze di sicurezza sarebbero state impegnate con il dispositivo festivo, e che due gruppi distinti sommavano un totale di 180mila follower.

Dopo quel messaggio ci fu una telefonata di 11 minuti tra il gabinetto del Governo e l'agente del CNI. Poco dopo, Gonzalo Sanz rispose al membro dei servizi di intelligence confermando di aver ricevuto l'avviso.

Le versioni di Triano e del governo: il delegato spagnolo a Ceuta esclude le dimissioni

Triano ha dichiarato di non avere alcuna conoscenza di quella conversazione e ha inquadrato lo scambio nel contesto di "uno scambio di documentazione informativa", mai, a suo dire, collegato alla possibilità di un ingresso massiccio.

In conferenza stampa, il delegato ha escluso di dimettersi per la sua gestione della crisi migratoria e ha sostenuto che nei giorni precedenti all'ingresso massiccio del 30 e 31 luglio era stata segnalata solo "una situazione migratoria grave e complessa", senza che in nessun momento si fosse avvertito della portata di quanto poi accaduto.

Triano ha affermato inoltre che non permetterà che venga messo in discussione il lavoro della delegazione del governo, poiché, a suo avviso, quanto accaduto il 30 luglio ha superato qualsiasi misura che si sarebbe potuta adottare.

Il governo, dal canto suo, ha negato in numerose occasioni che il CNI lo avesse avvertito della possibilità di un ingresso massiccio, una versione che i rapporti desecretati e il messaggio reso pubblico mettono in discussione.

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