Mentre la casa di proprietà a vita sfuma per molti, uno studio su 39 Paesi Ocse mostra come l'affitto permanente stia ridisegnando i mercati, con Svizzera e Danimarca alla guida di questo cambio globale
Possedere una casa sta diventando sempre più difficile in tutta Europa. L'affitto non è più solo una fase temporanea, ma una realtà permanente per molte famiglie, secondo un nuovo studio.
Il Forever Renter Global Index ha analizzato i dati abitativi di 39 Paesi Ocse per individuare dove l'affitto permanente è più diffuso. I Paesi europei rappresentano 28 dei 39 inclusi nello studio, pari al 71,8% del campione.
Questa concentrazione pone il mercato immobiliare europeo sotto la lente, monitorando indicatori chiave come la quota di inquilini, i tassi di proprietà della casa, il costo degli affitti, il sovraffollamento e la velocità con cui i prezzi delle case hanno superato i salari locali dal 2015.
La crisi abitativa in Europa: affitti esosi e sovraffollamento
I Paesi dell'Europa occidentale e settentrionale guidano l'indice, con alcune delle quote di inquilini più elevate dell'intero studio. La Svizzera registra la quota di inquilini più alta al mondo, pari al 61,2%, seguita da vicino dalla Germania, dove il 55,4% della popolazione vive in affitto.
La Danimarca occupa il primo posto complessivo nell'indice, con un punteggio di 67,2 su 100, e presenta una ripartizione relativamente equilibrata: il 47,5% di inquilini e il 52,2% di proprietari. In Lussemburgo, invece, gli affittuari rappresentano solo il 36,0% delle famiglie, mentre i proprietari arrivano al 62,3%.
Altri Paesi nordici e dell'Europa occidentale devono affrontare pressioni finanziarie crescenti, oltre a questi livelli strutturali di affitto. La Finlandia e la Svezia registrano quote di inquilini rispettivamente del 38,1% e del 38,9%, ma entrambe fanno i conti con pesanti oneri legati agli affitti e con problemi strutturali di sovraffollamento.
Nel Sud Europa, il Portogallo mantiene un alto tasso di proprietà della casa, pari al 72,1%, e un'offerta limitata di immobili in affitto. Il Paese soffre però di una forte distanza tra salari e prezzi delle abitazioni: dal 2015 i valori immobiliari sono cresciuti del 48,8% più rapidamente dei salari locali, portando l'indice prezzo/reddito a 148,8.
In Slovacchia e Romania i tassi più alti di persone proprietarie di una casa
In Europa centrale e orientale, Slovacchia e Romania registrano tassi di proprietà della casa altissimi, superiori al 92%: la Slovacchia è al 93,5% e la Romania al 92,8%, mentre gli affitti rappresentano meno del 5%.
Tuttavia, come indicano i dati regionali, questa diffusione della proprietà spesso nasconde tensioni economiche di fondo, sostituendo l'elevata mobilità degli inquilini con contesti abitativi rigidi e multigenerazionali.
I costi nascosti della proprietà
Tassi elevati di proprietà non si traducono automaticamente in condizioni abitative più confortevoli. Anche se i Paesi dell'Europa centrale e orientale vantano percentuali superiori al 90% – come la Slovacchia al 93,5% e la Romania al 92,8% – registrano spesso gravi problemi legati allo spazio disponibile.
Paesi come Lettonia e Bulgaria segnalano che il sovraffollamento riguarda il 30% o più della popolazione, con più generazioni della stessa famiglia costrette a vivere sotto lo stesso tetto.
Al contrario, i Paesi dell'Europa occidentale e settentrionale con una forte presenza di inquilini offrono spazi abitativi più ampi per famiglia, dimostrando che vivere in affitto può garantire case più confortevoli rispetto alla proprietà.
La situazione abitativa nel resto del mondo
Nei mercati anglofoni come Stati Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda, la popolazione che vive in affitto si attesta tra il 30% e il 40%. Costi elevati, volatilità dei mutui e consistenti anticipi richiesti rimandano l'accesso alla proprietà per le generazioni più giovani.
Più a sud, in mercati come quello colombiano, la quota di inquilini è alta, quasi al 41%, mentre la rapida densificazione urbana alimenta una solida cultura dell'affitto.
In altre aree del continente americano, Paesi come Cile e Costa Rica tendono invece verso tassi di proprietà molto elevati. Riflettono priorità culturali simili a quelle dell'Europa meridionale e orientale, dove l'acquisto di immobili sostenuto dalle famiglie resta il principale strumento di accumulo di ricchezza.
In Cile, in particolare, l'alto tasso complessivo di proprietà nasconde un forte divario in termini di accessibilità. Le generazioni più anziane beneficiano di politiche abitative storiche sostenute dallo Stato, mentre i giovani lavoratori delle città affrontano ostacoli pesanti che li intrappolano in affitti di lungo periodo, perché l'acquisto indipendente di una casa è diventato del tutto irraggiungibile.