Dal 1° settembre l'Alto Adige avvia un progetto di contraccezione gratuita per i giovani, seguendo l'esempio di Toscana ed Emilia-Romagna. La situazione in Italia è però molto disomogenea e il Paese rimane indietro rispetto ad altri Stati europei
Dal 1° settembre parte in Alto Adige un progetto pilota che offre contraccettivi gratuiti per i giovani dai 14 ai 25 anni e le persone vulnerabili residenti in provincia di Bolzano.
La misura, approvata a giugno, stanzia per il primo anno 500.000 euro e ha l'obiettivo di contribuire alla gestione sana e consapevole della sessualità.
Tutti i giovani e i giovani adulti di qualsiasi genere potranno accedere alla fornitura gratuita di diversi sistemi contraccettivi, tra cui la pillola anticoncezionale, l'anello vaginale, il cerotto contraccettivo transdermico, l'impianto sottocutaneo e il dispositivo intrauterino.
Tutti gli aventi diritto, dopo essere stati informati riguardo ai diversi metodi anticoncezionali, al loro corretto utilizzo e alla protezione dalle malattie sessualmente trasmissibili, riceveranno una consulenza personalizzata obbligatoria e, se necessario, una visita ginecologica; in seguito otterranno una scheda prescrittiva che potranno utilizzare entro 30 giorni nelle farmacie convenzionate.
"L'informazione, la consulenza e un facile accesso alla contraccezionedovrebbero aiutare i giovani e le giovani a prendere decisioni responsabili e informate nonché a ridurre i rischi. In questo modo rafforziamo la salute sessuale e riproduttiva e preveniamo gravidanze indesiderate", ha dichiarato l'assessore provinciale Hubert Messner, ribadendo i pilastri del progetto: sensibilizzazione e informazione.
La misura attua una disposizione della legge provinciale sui consultori familiari del 2025 per l'ampliamento dei servizi sul territorio della Provincia autonoma di Bolzano.
Anche i dati dell'istituto Provinciale di Statistica (ASTAT) del 2025 sottolineano la necessità di operare sul tema: l'anno scorso sono state registrate 595 interruzioni volontarie di gravidanza, un 13,3% in più rispetto al 2024. La metà delle donne coinvolte aveva dai 18 ai 29 anni.
L'Alto Adige entra così nella lista delle regioni virtuose in Italia dal punto di vista della contraccezione, ma la situazione è ancora molto disomogenea, come accade anche nel resto del continente.
La mappa della contraccezione in Italia
Oltre all'Alto Adige, ci sono sette altre regioni che offrono qualche forma di gratuità in materia di contraccezione.
La Toscana è quella che offre il programma più completo, mettendo a disposizione di un'ampia gamma di aventi diritto sia la contraccezione ordinaria (dispositivi ormonali di vario tipo e profilattici) sia la contraccezione d'emergenza previa visita al consultorio.
Le categorie aventi diritto sono svariate: oltre ai giovani dai 13 ai 25 anni, sono inclusi gli adulti tra i 26 e i 45 anni con diverse categorie di esenzione, tra cui anche i cittadini stranieri richiedenti asilo o privi di risorse economiche sufficienti, così come tutte le persone con ISEE inferiore a 30.000 euro.
Anche l'Emilia-Romagna e la Puglia hanno sistemi simili, che comprendono i giovani fino ai 25-26 anni e le donne incluse in diverse categorie, come in caso di disoccupazione, reddito basso o donne entro i 24 mesi da un'interruzione volontaria di gravidanza (IVG) o entro 12 mesi dal parto.
Piemonte, Marche, Lazio e Abruzzo prevedono la contraccezione gratuita soprattutto per i giovani entro i 25 anni e per le donne dopo il parto o un'IVG; tuttavia, in queste regioni l'applicazione delle misure è segnalata come disomogenea, a seconda della presenza di consultori sul territorio.
Un miglioramento generale nel continente
Dopo che nel 2025 lo smantellamento dell'agenzia USAID aveva rischiato di mettere in difficoltà il sistema di distribuzione di contraccettivi in Europa, era emerso nel dibattito europeo il tema dell'accesso a una contraccezione moderna ed economica in tutto il continente.
Sebbene i dati 2026 dell'Atlante delle politiche sulla contraccezione del Forum parlamentare europeo mostrino un'Europa ancora divisa e frammentata sul tema, si assiste tuttavia a un generale miglioramento.
La classifica traccia le politiche dei governi sulle forniture e sulla distribuzione di contraccettivi, sulla consulenza sulla pianificazione familiare e sulla disponibilità di informazioni sul tema, misurando la copertura e l'accesso generali del Paese.
Francia, Regno Unito, Portogallo e Lussemburgo occupano le prime quattro posizioni, superando tutti il 90% di copertura, con la Francia che raggiunge il 97,9%. Segue subito dopo il Belgio, con l'89,9%, mentre altri Paesi virtuosi sono Irlanda, Svezia, Slovenia, Albania, Paesi Bassi, Germania e Spagna. L'Italia si colloca al diciottesimo posto, con una copertura del 62,7%.
Gli ultimi cinque Stati per disponibilità e accesso alla contraccezione sono Polonia, Russia, Turchia, Ungheria e, infine, la Slovacchia, che arriva a un tasso del 32,2%, segnalando un divario tra Ovest ed Est Europa che rimane molto forte.
Tra i Paesi più promettenti per il futuro vengono segnalati l'Austria (che al momento si trova circa a metà classifica con un tasso del 52,5%), il Regno Unito e la Polonia (38,9%).
Anche la Svizzera, che ha una copertura del 55,9%, potrebbe modificare le proprie politiche a breve. Il Cantone di Ginevra voterà il 27 settembre su una proposta del Partito Socialista ginevrino, che punta ad alleggerire il peso economico della contraccezione sulle donne, sperando poi di espandere l'iniziativa a livello federale.