Segnalati alcuni casi di persone che hanno contratto il virus della dengue. Disposte disinfestazioni nelle aree interessate
La diffusione del virus che porta la dengue non si arresta in Italia. Un caso probabile è stato importato in Umbria, nella città di Spoleto. La Usl locale ha parlato di un "caso isolato e non autoctono", e ha specificato che "non risultano pertanto elementi che indichino una trasmissione della malattia sul territorio".
Ciò nonostante, in via precauzionale è stato proposto al sindaco di adottare un'ordinanza per una disinfestazione, al fine di prevenire i rischi di trasmissione attraverso la puntura della zanzara tigre. È stato perciò predisposto l'intervento da parte del Comune, in un raggio di 200 metri dal luogo di soggiorno della persona infetta.
Disposte disinfestazioni in tutte le zone in cui è stata segnalata la malattia
Venerdì 28 agosto un altro caso è stato segnalato in Toscana: si tratta di una persona residente nel comune di San Giuliano Terme, che è stata ricoverata presso il reparto di malattie infettive dell'Ospedale di Pisa. Il sindaco del capoluogo toscano, Michele Conti, ha disposto un intervento di disinfestazione nell'area, a titolo precauzionale. Si tratta di trattamenti adulticidi e larvicidi contro la zanzara tigre.
Nella stessa regione, l'Unità funzionale igiene pubblica della Usl Toscana centro ha fatto sapere di una persona affetta da dengue anche a Montespertoli, nel fiorentino. Si tratta di un individuo che al momento non risulta in gravi condizioni. Similmente, è stata disposta una disinfestazione, che sarà effettuata sabato 29 agosto.
Accertato quindi un caso a Trieste, secondo quanto indicato dall'Azienda sanitaria universitaria, che ha annunciato anche l'avvio delle operazioni di disinfestazione. Un'altra persona che ha probabilmente contratto è stata segnalata nel Salento, come spiegato dalla Asl di Lecce. Infine, una persona è stata ricoverata in Liguria: in questo caso la dengue è stata accertata.
L'ISS: "Le condizioni climatiche favoriscono stagioni di attività delle zanzare più lunghe"
Alla metà dello scorso mese di luglio è stato pubblicato uno studio, coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS), sul più grande focolaio di dengue mai osservato nell'Europa continentale: quello che si è verificato nel 2024 in Italia con quasi 300 casi autoctoni e ha permesso di comprendere meglio la modalità di diffusione del virus.
"In particolare - spiega l'ISS - si è scoperto che la maggior parte della trasmissione è avvenuta entro poche centinaia di metri, indicando una diffusione fortemente localizzata. Successivamente all'identificazione del focolaio, la combinazione di calo delle temperature, misure per ridurre l'abbondanza di zanzare e maggiore consapevolezza del rischio di malattia nella popolazione interessata ha determinato una marcata riduzione della trasmissione".
Più in generale, secondo l'Istituto Superiore di Sanità, "l'identificazione tempestiva dei casi, associata a interventi di controllo delle zanzare nelle aree circostanti le infezioni rilevate, può limitare in modo significativo la trasmissione. Tuttavia, quando essa avviene in ritardo, possono rendersi necessari interventi di controllo più estesi. Rafforzare la sorveglianza diventerà sempre più importante, poiché le condizioni climatiche favoriscono stagioni di attività delle zanzare più lunghe e un maggiore rischio di trasmissione in Europa".