La destituzione di Dominic Fritz solleva timori sullo stato di diritto. PPE e Renew Europe chiedono di modificare la legge. In gioco per la Romania ci sono 770 milioni di fondi UE
Il Senato romeno ha approvato una controversa legge sull’integrità che potrebbe costare la poltrona a Dominic Fritz, sindaco di Timișoara e leader dell’Unione Salvate la Romania (USR). Il provvedimento, passato con 109 voti favorevoli e 19 contrari, prevede infatti la decadenza automatica dal mandato per i funzionari pubblici nei cui confronti sia stato accertato in via definitiva un conflitto di interessi.
La norma è diventata particolarmente delicata perché potrebbe essere applicata anche a casi precedenti alla sua entrata in vigore. Fritz, cittadino tedesco eletto per la prima volta sindaco di Timișoara sei anni fa, è stato infatti riconosciuto coinvolto in un conflitto di interessi amministrativo relativo a un documento di pianificazione urbanistica approvato nel 2020.
Il caso Fritz e la polemica sull'applicazione retroattiva
È proprio l'applicazione retroattiva della nuova disciplina ad aver acceso lo scontro politico. Secondo i critici, il provvedimento rischia di trasformare una legge sull'integrità in uno strumento per colpire un esponente politico in carica.
A votare contro sono stati esclusivamente i senatori dell'USR, il partito guidato da Fritz. Il Partito popolare europeo (PPE), la famiglia politica europea a cui appartiene anche il Partito nazionale liberale romeno, ha espresso preoccupazione per le possibili conseguenze della legge sullo stato di diritto e sulla democrazia nel Paese.
Il voto ha inoltre creato un'alleanza politica insolita: a sostenere il provvedimento sono stati il Partito socialdemocratico (PSD) e l'Alleanza per l'Unione dei Romeni (AUR), formazione di estrema destra. Il Partito nazionale liberale (PNL), di centrodestra, non si è opposto in Senato, nonostante le perplessità espresse dalla stessa famiglia politica a livello europeo.
Bruxelles: "A rischio 770 milioni di euro"
La partita non riguarda però soltanto il futuro politico di Dominic Fritz. La legge rappresenta infatti uno degli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza della Romania e deve essere adottata entro il 31 agosto per consentire lo sblocco di circa 770 milioni di euro di fondi europei destinati alla ripresa post-pandemica.
Il dossier è arrivato anche sui tavoli delle istituzioni europee. I leader dei gruppi PPE e Renew Europe al Parlamento europeo, Manfred Weber e Valérie Hayer, hanno scritto alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen chiedendole di valutare il congelamento dei fondi destinati alla Romania, così da esercitare pressione sul Parlamento di Bucarest e ottenere la cancellazione del cosiddetto "emendamento Fritz".
Il meccanismo previsto dal PNRR è particolarmente stringente: il mancato rispetto degli obiettivi concordati con la Commissione europea dopo la scadenza del 31 agosto potrebbe comportare una riduzione proporzionale dei finanziamenti.
Ora la parola passa al presidente Nicușor Dan
L'approvazione del Senato non significa però che la decadenza di Fritz sia già automatica. Il testo deve essere trasmesso al presidente romeno Nicușor Dan, che potrà promulgarlo oppure rinviarlo al Parlamento chiedendo un nuovo esame.
La vicenda ha un ulteriore elemento di tensione: Dan è stato tra i fondatori dell'USR, il partito oggi guidato proprio da Fritz.
La legge potrebbe inoltre finire nuovamente davanti alla Corte costituzionale romena. Secondo la stampa locale, tuttavia, un nuovo rigetto del provvedimento da parte dei giudici viene considerato uno scenario poco probabile.
Scontro durissimo in Parlamento
Il dibattito in Senato è stato particolarmente acceso. Secondo i media romeni, durante la discussione un senatore dell'USR ha accusato i socialdemocratici di comportarsi come "degni successori degli stalinisti che usavano la legislazione per eliminare gli avversari politici".
Al di là del caso Fritz, la nuova legge interviene in maniera significativa anche sul sistema romeno di dichiarazione pubblica dei beni e degli interessi dei funzionari. Il provvedimento punta quindi a modificare più ampiamente le regole sulla trasparenza e sull'integrità nella pubblica amministrazione.
Il tempo, però, è poco. Per evitare conseguenze sui fondi europei, la legge dovrà essere formalmente promulgata entro la fine di agosto. E mentre Bucarest deve rispettare le scadenze del PNRR, a Bruxelles cresce il timore che una misura pensata per rafforzare l'integrità possa trasformarsi in un nuovo caso di scontro sullo stato di diritto.
Dominic Fritz è stato contattato per questo articolo.