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Conservatori e liberali europei: UE congeli 770 milioni di fondi alla Romania

La leader di Renew Europe Valérie Hayer e il leader del PPE Manfred Weber al Parlamento europeo
La leader di Renew Europe Valérie Hayer e il leader del PPE Manfred Weber al Parlamento europeo Diritti d'autore  EbS
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Di Vincenzo Genovese
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La Romania rischia di perdere fino a 770 milioni di euro: si avvicina la scadenza per le riforme, tra cui una legge contestata che può estromettere il leader liberale e sindaco Dominic Fritz

È scontro tra Bruxelles e Bucarest sui fondi europei. Il Partito Popolare Europeo (PPE) e Renew Europe hanno chiesto alla Commissione europea di valutare il congelamento di 770 milioni di euro destinati alla Romania, nell'ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF), il piano creato dall'Ue dopo la pandemia.

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In una lettera inviata alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, e visionata da Euronews, i leader dei due gruppi, Manfred Weber e Valérie Hayer, sostengono che l'erogazione delle risorse potrebbe "inavvertitamente contribuire a minare la democrazia rumena". Al centro della protesta c'è una controversa legge sull'integrità nelle cariche pubbliche che potrebbe costringere il sindaco di Timișoara, Dominic Fritz, a lasciare il suo incarico.

La legge che può far cadere Fritz

La norma, approvata dal Parlamento rumeno, prevede che gli amministratori pubblici colpiti da una decisione definitiva per conflitto di interessi e ancora sottoposti al periodo di interdizione di tre anni possano essere rimossi entro 30 giorni dall'entrata in vigore della legge.

Una disposizione introdotta dal Partito Social Democratico (PSD) potrebbe quindi colpire direttamente Fritz, leader dell'Unione Salva Romania (USR) e figura di primo piano del fronte liberale rumeno.

Fritz, cittadino tedesco eletto sindaco di Timișoara sei anni fa, è stato coinvolto in un caso di conflitto di interessi legato a un documento di pianificazione urbanistica approvato nel 2020. Lo scorso giugno l'Alta Corte di Cassazione e Giustizia della Romania ha confermato in via definitiva la contestazione.

Secondo la sentenza, il documento era stato elaborato da una società appartenente a un architetto e consigliere comunale dell'USR che aveva sostenuto la campagna elettorale di Fritz.

PPE e Renew: “Norma fatta per colpire una persona”

Per Weber e Hayer, l'applicazione retroattiva della nuova disposizione potrebbe violare tanto il diritto rumeno quanto quello europeo. I due leader accusano inoltre PSD e Alleanza per l'Unione dei Rumeni (AUR) di aver utilizzato la legge per colpire politicamente il sindaco di Timișoara.

Nella loro lettera chiedono alla Commissione di chiarire che l'accesso ai fondi europei è legato al rispetto dello Stato di diritto e invitano il Parlamento rumeno a rivedere la norma.

Il Senato, che rappresenta la camera decisionale, dovrebbe votare il provvedimento mercoledì. Se approvato definitivamente, il testo potrebbe essere promulgato in tempi brevi.

A rischio 770 milioni

La questione assume un peso ancora maggiore perché la riforma rientra tra gli impegni che Bucarest deve completare entro la fine di agosto per ottenere i fondi post-pandemia.

Se la Commissione dovesse ritenere insufficienti le riforme rumene rispetto agli obiettivi concordati, una parte dei 770 milioni potrebbe essere trattenuta, in proporzione alle tappe e agli obiettivi considerati non raggiunti.

La Commissione europea ha confermato di aver ricevuto la lettera. Un portavoce dell'esecutivo Ue ha spiegato che la legge sull'integrità sarà valutata nell'ambito dell'ultima richiesta di pagamento che la Romania dovrà presentare.

La crisi politica di Bucarest

Dietro il braccio di ferro sui fondi europei c'è una crisi politica più ampia. La Romania è attualmente guidata da un esecutivo ad interim, dopo che il PSD ha fatto cadere la precedente coalizione guidata dal premier di centrodestra Ilie Bolojan attraverso una mozione di sfiducia sostenuta dall'AUR.

Il nuovo equilibrio parlamentare potrebbe aprire la strada a una maggioranza inedita, con PSD, AUR e il partito ultranazionalista SOS che insieme controllano la maggioranza dei seggi.

La partita sulla legge che potrebbe travolgere Fritz diventa così anche un test per i rapporti tra Bucarest e Bruxelles: da una parte la richiesta di rispettare le regole europee sullo Stato di diritto, dall'altra la necessità per la Romania di completare le riforme necessarie per non perdere una parte dei finanziamenti Ue.

Euronews Romania ha contribuito a questo articolo.

La delegazione del PSD al Parlamento europeo è stata contattata per questo articolo.

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