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Bitcoin corre, lui resta nell'ombra: chi è Giancarlo Devasini, il misterioso italiano più ricco d'Italia

Traders al lavoro a New York
Traders al lavoro a New York Diritti d'autore  AP Photo
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Di Stefania De Michele
Pubblicato il
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Bitcoin torna a sfiorare gli 80 mila dollari e riaccende i riflettori sulla crypto economy. Al centro c'è Giancarlo Devasini, l'italiano diventato più ricco di Ferrero grazie a Tether e oggi anche dentro la Juventus

Bitcoin torna a far parlare di sé e sfiora quota 80 mila dollari, dopo una settimana di rally che ha riportato la criptovaluta sopra i 79 mila dollari, con un guadagno di oltre il 20 per cento in pochi giorni. A spingere il mercato sono stati soprattutto i nuovi flussi verso gli ETF spot, le aspettative di maggiore liquidità negli Stati Uniti e il clima più favorevole alle criptovalute a Washington.

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Ma c'è un dettaglio tutto italiano dietro questa storia. Perché mentre il Bitcoin torna sotto i riflettori, il più ricco d'Italia è proprio un uomo che ha costruito la sua fortuna nel cuore dell'economia cripto.

Si chiama Giancarlo Devasini, ha 62 anni ed è il presidente di Tether, la società che emette la più grande stablecoin del mondo, USDT. Secondo Forbes, il suo patrimonio è stimato in 89,3 miliardi di dollari e la sua ricchezza lo colloca ai vertici della classifica mondiale dei miliardari.

Un patrimonio enorme, quasi il doppio di quello di Giovanni Ferrero, fermo a 48,8 miliardi di dollari nella classifica Forbes 2026, e superiore anche ai 42,6 miliardi di Andrea Pignataro. È la prima volta dal 2007 che un italiano diverso da un Ferrero occupa la prima posizione.

Non è diventato ricco comprando Bitcoin

Qui arriva la parte più interessante.

Dire che Devasini si è arricchito "con i Bitcoin" è suggestivo, ma non del tutto preciso. La sua fortuna nasce dalla crypto economy, ma soprattutto da Tether e dall'ecosistema costruito attorno alle criptovalute, non dal semplice investimento personale in Bitcoin.

Tether emette infatti USDT, una stablecoin progettata per mantenere il valore vicino a un dollaro. È diventata una sorta di moneta di passaggio dell'intero universo cripto: permette agli operatori di spostare liquidità rapidamente tra exchange e asset digitali senza dover ogni volta tornare al sistema bancario tradizionale.

Ed è qui che il meccanismo diventa gigantesco.

Alla fine del 2025 erano in circolazione oltre 186 miliardi di USDT, mentre Tether dichiarava oltre 10 miliardi di dollari di profitti nel solo 2025. Gran parte delle riserve è investita in titoli del Tesoro statunitense: a fine anno l'esposizione diretta ai Treasury superava i 122 miliardi di dollari, mentre quella complessiva, includendo strumenti indiretti, oltrepassava i 141 miliardi.

Forbes stima che Devasini possieda circa il 45 per cento di Tether. È proprio questa partecipazione, rivalutata sulla base delle dimensioni e della redditività della società, ad aver fatto esplodere la sua ricchezza sulla carta.

Da chirurgo plastico a re della finanza digitale

Nato e cresciuto nel territorio di Casale Monferrato, Devasini ha studiato medicina e si è avvicinato alla chirurgia plastica. Ma la sala operatoria sarebbe durata poco. Il vero percorso professionale lo ha portato verso l'informatica, l'e-commerce e infine il mondo delle valute digitali. Rai lo descrive come un ex chirurgo plastico torinese diventato uno dei protagonisti della rivoluzione cripto.

Una delle prime tracce della sua avventura nel mondo Bitcoin risale addirittura al 2012, quando, secondo un'inchiesta del Financial Times ripresa in Italia, Devasini comparve su un forum dedicato a Bitcoin proponendo la vendita di CD e DVD pagabili in bitcoin. All'epoca un bitcoin valeva una frazione infinitesimale rispetto ai valori attuali.

Poi arriva Bitfinex, l'exchange di criptovalute, e soprattutto Tether.

Nel 2014 Devasini entra nel progetto che avrebbe dato vita all'impero della stablecoin. Qualche anno dopo nella squadra arriva anche Paolo Ardoino, informatico ligure che oggi è amministratore delegato di Tether e che è diventato il volto pubblico dell'azienda. In un'intervista al Corriere, Ardoino ha raccontato di aver incontrato Devasini proprio mentre lavorava sul software di Bitfinex.

Il miliardario fantasma

Eppure, nonostante una fortuna da quasi 90 miliardi di dollari, Devasini è rimasto per anni una figura sorprendentemente poco conosciuta dal grande pubblico.

Poche interviste, poche apparizioni pubbliche, pochissima esposizione mediatica.

A raccontare Tether e il suo universo è molto più spesso Ardoino. Devasini, invece, sembra preferire stare dietro le quinte. Una caratteristica che rende ancora più particolare la sua ascesa: è diventato uno degli uomini più ricchi del pianeta senza costruirsi una presenza pubblica paragonabile a quella di molti altri miliardari.

Persino quando Tether ha iniziato a fare il salto nel mondo dello sport, Devasini è rimasto relativamente defilato.

E poi arriva la Juventus

La sua storia è diventata improvvisamente molto più visibile quando Tether ha messo piede nel calcio italiano.

Nel febbraio 2025 la società ha annunciato l'acquisto di una partecipazione nella Juventus, inizialmente pari a oltre il 5 per cento dei diritti di voto. Ad aprile Tether aveva portato la propria partecipazione oltre il 10 per cento del capitale del club, diventando il secondo azionista dietro Exor.

A novembre la quota era salita all'11,5 per cento del capitale, con Tether rappresentata anche nel consiglio di amministrazione della Juventus.

Una svolta curiosa: l'uomo che ha fatto fortuna nel mondo delle criptovalute entra così nel club simbolo del calcio italiano, portando la finanza digitale dentro uno degli sport più tradizionali del Paese.

E non è finita qui. Tether ha cercato anche di allargare la propria presenza nel mondo dello sport e dell'intrattenimento, mentre la società continua a diversificare gli investimenti al di là delle stablecoin.

Bitcoin sale, Tether incassa

Il momento non potrebbe essere più interessante.

Proprio mentre Bitcoin è tornato a correre e venerdì 21 agosto ha raggiunto un massimo intraday vicino a 79.500 dollari, Tether continua a muoversi su un piano diverso: non punta semplicemente sulla salita di Bitcoin, ma sull'infrastruttura finanziaria che sostiene una parte enorme del mercato cripto.

È questa la vera particolarità della fortuna di Devasini.

Non è il classico miliardario che ha comprato Bitcoin quando costava pochissimo e poi ha aspettato. È l'uomo che ha costruito uno degli strumenti attraverso cui il denaro continua a entrare, uscire e circolare nell'universo delle criptovalute.

E mentre il Bitcoin fa notizia ogni volta che supera una soglia psicologica, il "miliardario fantasma" di Casale Monferrato continua a occupare una posizione molto più discreta: dietro una società che muove centinaia di miliardi di dollari e oggi vale, per Forbes, abbastanza da aver trasformato un italiano quasi sconosciuto nel più ricco del Paese.

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